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Il Nursing Up insorge contro Maresca (Asl)
Fonte: Il tempo.ilsole24ore.com/abruzzo
28.06.2008
Anche il Nursing Up interviene sulla denuncia fatta dal dg della Asl, Mario Maresca, sull'assenteismo tra i dipendenti, con un diverso approccio alla questione: «Se una mamma - spiega Patrizia Bianchi, coordinatrice regionale del sindacato degli infermieri - si assenta dal lavoro dipende dal fatto che se ci fosse un asilo nido nella Asl, la mamma-infermiera potrebbe allattare senza assentarsi. Il 98% delle gravidanze è a rischio? Dipende dal fatto che il lavoro delle infermiere è pesante e manca il personale di supporto che ci costringe a svolgere mansioni che non sono nostre. Stesso discorso per la malattia del figlio minore di tre anni: curiamo gli altri, i figli li abbandoniamo? I 404 infortunati possono dipendere dai turni massacranti, dalla mancanza dei riposi e delle ferie, dal lavoro eccessivo. E chi ha superato i limiti di tempo malattia ha malattie serie».
Posti esauriti a Chirurgia, malati dirottati
FONTE: Il Centro del 20/06/2008 ed. Lanciano vasto p. 1
Chiesto aiuto agli altri reparti medici e infermieri fanno la spola - Sale il numero degli interventi Il Nursing Up: siamo al limite l'azienda acceleri le assunzioni LANCIANO. Malati "parcheggiati" in altri reparti, o sistemati sulle barelle in attesa che si liberi un posto letto: accade nel reparto di Chirurgia-Urologia dell'ospedale. Accorpati l'estate scorsa per consentire al personale di andare in ferie, i due reparti sono ancora insieme, a causa dei lavori di ristrutturazione nel piano dell'Urologia. Da giorni, però, i 32 posti letto delle due unità non bastano: i pazienti sono dirottati in Ortopedia o lasciati qualche ora in più, dopo l'operazione chirurgica, sulle barelle in attesa che si liberi un posto. Una situazione-limite, che crea disagi a pazienti, medici e infermieri. Difficile trovare stanze e letti liberi. Se si parlasse di un albergo sarebbe una notizia positiva. Il fatto è che siamo nel reparto di chirurgia-urologia, secondo piano, palazzina centrale dell'ospedale Renzetti. I 32 posti letto, conseguenti all'accorpamento delle due unità di un anno fa, sono tutti occupati e non bastano a soddisfare le richieste. I malati sono molti di più. Per far posto a tre pazienti dell'Urologia sottoposti ieri ad intervento, sono stati dimessi, al mattino, tre degenti. Uno esce, uno entra. Altrimenti si deve aspettare. Eppure la richiesta è alta. Altri tre malati, ad esempio, sono stati ricoverati nel pomeriggio. In totale, tra nuovi-arrivi e dimissioni, vi sono 38 degenti, sei in più, rispetto ai 32 posti disponibili. Un problema "risolto", almeno in parte, chiedendo ospitalità ad altri reparti o inserendo più posti in una camera. Quattro degenti sono stati dirottati in Ortopedia, mentre due sono stati recuperati in extremis nel reparto. Una situazione difficile da gestire, soprattutto ora che il personale inizia le ferie. Una situazione affrontata anche nei giorni scorsi, quando il numero dei malati è arrivato a 40 al punto che alcuni di essi sono rimasti sulle barelle per un paio di ore in attesa di trovare posto. «Siamo al limite», commenta Patrizia Bianchi, rappresentante regionale del Nursing Up, il sindacato degli infermieri, «siamo d'accordo nel fare qualche sacrificio in più per il bene dei malati, ma non possiamo andare avanti così. Ci sono solo tre infermieri a controllare 38-40 pazienti. Medici e infermieri sono costretti a seguire i malati nei reparti in cui sono dirottati. Certo», conclude, «nella Asl frentana rispetto a quella di Chieti si sta meglio. Apprezziamo lo sforzo che sta facendo la direzione generale nel completare la pianta organica, ma bisogna fare qualcosa per risolvere il problema dei posti-letto». In reparto suggeriscono che si può provare a ridurre il numero degli interventi non urgenti; nel contempo, però, si devono accelerare i lavori di ristrutturazione dell'Urologia, in modo che alla fine i due reparti tornino a dividersi. Sempre se torneranno a dividersi. Otorinolaringoiatra e Oculistica erano stati accorpati nell'estate 2006: sono ancora insieme. Teresa Di Rocco
Molti reparti rischiano di non riaprire»
FONTE: Il Centro del 20/06/2008 ed. Chieti p. 3
Infermieri con i polsini a lutto «I tagli affossano la professione» - Torto, Nursing up: protesta per una settimana almeno «In scadenza molti contratti» CHIETI. Polsino nero al braccio per piangere sulla professione infermieristica, caduta sotto i colpi dei continui tagli al personale. La singolare protesta, messa in atto dal Nursing up, sindacato di categoria degli infermieri, andrà avanti nell'ospedale di Colle dell'Ara e negli altri nosocomi della Asl per almeno una settimana. Le sforbiciate su chi costantemente presta assistenza in corsia al capezzale del malato stanno mettendo a dura prova l'offerta sanitaria. L'azione sindacale di sensibilizzazione dell'opinione pubblica punta al reclutamento di nuovo personale, partendo dalla regolarizzazione di tanti precari. «Da qui a fine anno molti contratti scadranno», annota il responsabile aziendale del Nursing up, Romano Torto, «se non arriva una risposta temiamo che i reparti chiusi per l'estate potrebbero non riaprire più. Sarebbe anche opportuno riattivare la mobilità interaziendale ed extraregionale». Le ragioni di una sanità che collassa per gli infermieri affondano in turni massacranti, senza alcuna considerazione della professionalità che acquisiscono in percorsi universitari, con laurea quinquennale e master di approfondimento specialistico. Una perizia affinata, poi, in anni di servizio nei diversi reparti, che viene d'un tratto ignorata e mortificata. «Chiudono le corsie e capita che un infermiere da tanti anni in servizio a cardiologia possa finire in pneumologia», aggiunge Torto, «senza tutor a seguirlo per apprendere l'uso delle strumentazioni o i protocolli terapeutici da mettere in atto. Anni di perfezionamento e specializzazione svaniscono come se nulla fosse, utilizzandoci da braccianti di un servizio cui dal '99 siamo chiamati in qualità di professionisti. Per capire il senso dell'irrazionalità di queste scelte, basti pensare all'ipotesi di un cardiologo che da un giorno all'altro venga messo a servizio in un altro reparto. Non mi sembra ammissibile e logico».
Il sindacalista racconta di infermieri con 30 anni di esperienza in un reparto, trasferiti d'improvviso in corsie di tutt'altra area clinica. Se gli standard nazionali, poi, parlano di un infermiere ogni quattro pazienti, nell'ortopedia teatina è capitato che ce ne fosse uno per 22 ricoverati nei letti tradizionali, 5 in barella e alcuni disseminati in altri reparti. Dopo due esposti a procura della Repubblica e ispettorato del lavoro da parte della referente regionale del Nursign up, Patrizia Bianchi, a metà maggio, la protesta di questi giorni con il lutto e il volantinaggio nell'ospedale teatino, che solo ieri ha diffuso oltre mille stampati di denuncia sulla situazione critica in corsia, il sindacato degli infermieri promette altre forme di protesta. «Non solo la Asl non assume nuovo personale per la carenza di fondi regionali, stando a quanto dicono», è la conclusione di Torto, «ma menoma anche le professionalità non rispettando qualifiche o specializzazioni e arrivando a mortificare gli infermieri con riflessi pesanti sull'intera offerta sanitaria». Sipo Beverelli
Protesta in corsia. Nursing up:«sarà decisivo l’incontro con Mazzocca»
FONTE: Primadinoi.it del 19.06.2008
CHIETI. Lo avevano preannunciato e lo hanno fatto: ieri all'Ospedale SS. Annunziata di Chieti è iniziato il lutto degli Infermieri per la morte della professione infermieristica (come si legge in un necrologio affisso nelle bacheche sindacali e sul timbra cartellino dell'ingresso). L'iniziativa è di Nursing Up che ieri mattina prima ha distribuito un volantino con le ragioni della protesta e poi ha fatto il giro dei reparti per consegnare le polsiere di lutto. «Nella Asl di Chieti», si legge nel volantino distribuito, «gli infermieri sono stati “sbattuti” in altri reparti a gestire pazienti con malattie che non hanno mai trattato e con apparecchiature del tutto sconosciute. Professionisti dell'assistenza costretti ad accettare il fare di un nuovo reparto senza il sapere specifico necessario. Quale tutela per il paziente? Per questo chiediamo scusa a chi, in un letto di ospedale, avrà un'assistenza che forse non sarà il massimo che merita. I Dirigenti Asl considerano il nostro codice come il manuale delle giovani marmotte, ignorando la sua importanza ai fini legali e le nostre responsabilità verso il cittadino che sta male, che soffre, che in quel letto si affida a chi lo assiste». «Siamo stati accolti bene dai colleghi – spiega Romano Torto, responsabile aziendale del sindacato – perché tutta la categoria, al di là dell'appartenenza sindacale, non ha gradito gli accorpamenti così come sono stati realizzati. Sotto accusa è la scarsa considerazione della nostra professionalità da parte dei vertici Asl. Senza dire che anche la qualità dell'assistenza ne può risentire: con tutta la buona volontà di noi Infermieri, se per anni abbiamo lavorato su un macchinario o su un tipo di malattia, di colpo ci potremmo ritrovare a manovrare altre macchine o ad affrontare altre sintomatologie, il che si tradurrà inevitabilmente in una minore qualità del nostro lavoro». La manifestazione porta in primo piano il problema degli organici ridotti della Asl, che si sta cercando di risolvere temporaneamente con la chiusura dei reparti e con gli accorpamenti, almeno per consentire le ferie ai dipendenti. Ma è un provvedimento tampone, destinato a durare tre mesi, salvo complicazioni. Perché proprio oggi, alla Regione, i sindacati incontreranno l'assessore Mazzocca per fare il punto sull'eventuale rientro in organico dei precari. Se salterà anche questa ipotesi, l'impressione è che il lutto non basterà più e che il problema, da fatto sindacale, diventerà problema di tutti i cittadini, visto che l'esito finale sarà la chiusura di molti servizi. (s. c.)
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E nelle corsie cresce la tensione
FONTE: Il Centro del 16/05/2008 ed. Chieti p. 2
Patrizia Bianchi: lavoratori costretti a turni massacranti
CHIETI. L'estate scoprirà una pentola già in ebollizione. La carenza di personale affanna chi resta in servizio e nelle corsie serpeggia il malumore. A confermarlo sono due esposti all'ispettorato del lavoro e alla magistratura inoltrati dal referente regionale della sigla degli infermieri Nursing-up, Patrizia Bianchi. Che segnala gravi carenze di organico in diverse strutture della Asl teatina. In particolare a Colle dell'Ara. Carenza che espone gli operatori a turni di servizio massacranti e rischio professionale. «Nelle cliniche mediche, in ortopedia o altrove», dice Bianchi, «ci sono barelle in corsia, che non garantiscono la privacy al paziente e costringono il personale a un'assistenza difficile. In diverse realtà operative, i professionisti sono spesso costretti ad abbandonare i degenti, per andare in altre unità di diagnosi o nelle sale operatorie, esponendosi così all'eventuale reato di abbandono di incapace». All'ispettorato del lavoro, la responsabile del Nursing-up aggiunge che in diversi reparti «il turno di servizio è coperto da un solo infermiere, che è l'unico deputato all'assistenza dei pazienti ospiti». «Non è stato fatto niente per adeguare le dotazioni organiche», racconta al telefono Bianchi, «nè per stabilizzare i precari, come è accaduto a Lanciano-Vasto, nè la riapertura della mobilità interregionale, quando in tanti vorrebbero tornare in Abruzzo a lavorare. Per assumerli, potrebbero
pescare dal fondo previsto per le emergenze. Gli infermieri, invece, sono sfruttati all'osso, senza riposi, nè recuperi, nè ferie». Il Nursing-up sostiene di non essere riuscito ad avere contatti con il manager e di non avere neppure ricevuto il piano estivo degli accorpamenti, pur essendo forza sindacale presente nella rsu aziendale. «Un comportamento indecifrabile e intollerabile», osserva
Bianchi, «in ogni caso l'accorpamento e le altre misure non risolvono il problema, drenano soltanto i pazienti altrove. Chiaramente verso i privati, che comunque vengono puntualmente pagati dalle nostre amministrazioni e appoggiati dalle istituzioni». Il Nursing-up non si ferma agli esposti. Ha già proclamato lo stato di mobilitazione degli infermieri e ricorrerà presto ad altre iniziative sindacali, tese a coinvolgere l'opinione pubblica. Prova ulteriore di come la tensione in corsia sia oggi molto alta. Alla carenza di personale si aggiungono le assenze. La Asl ammette che tra posti vacanti, assenze per maternità, aspettative e malattie lunghe, sono cinquanta gli infermieri in meno. Per il Nursing-up, sono molti di più. Altre fonti sindacali, come Angela Scottu, Cgil, non escludono che tante malattie originino dall'impossibilità del personale di tenere testa a turni di lavoro ormai al limite della sopportazione. Una lettura forse esagerata, certo rimane che in vista dell'estate la carenza di personale si acuirà, riscaldando ulteriormente gli umori. (s.b.)