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Gragnano, igiene mentale ancora al palo
Il Mattino del 16/09/2008 ed. CIRC_SU2 p. 41
FRANCESCO FUSCO Gragnano. È muro contro muro tra sindacati e Asl 5 sul reparto d'igiene mentale dell'ospedale Santa Maria di Casascola. A pochi mesi dall'inaugurazione, le polemiche in atto tra le due parti sulle prospettive di sviluppo della struttura si sono oggi trasformate in uno scontro frontale. Ad arroventare il clima è stata una nuova lettera inviata dal Nursing Up (il sindacato degli infermieri) ai vertici dell'azienda sanitaria, attraverso la quale i rappresentanti sindacali si mostrano preoccupati per la situazione in cui versa la struttura. «Chiediamo all'Asl 5 un rapido e intervento risolutivo - afferma Michele Costagliola, esponente del Nursing Up area stabiese e firmatario della missiva - per dare un minimo di dignità ai pazienti ricoverati nel reparto d'igiene mentale di Gragnano e all'intero personale medico e infermieristico. Per diversi mesi la struttura è stata privata dell'acqua calda, mentre per l'intero periodo estivo abbiamo avuto dei problemi con i condizionatori d'aria. Ancora oggi inoltre, gli ammalati sono costretti a vagare per ore lungo il corridoio principale dell'edificio, mentre il personale infermieristico è ancora privo di alcuni importanti strumenti di lavoro. Insomma una situazione assurda, resa ancora più grave dal silenzio assordante dei vertici dell'Asl Na 5». Parole forti, che hanno scatenato un inevitabile vortice di polemiche. Di tutt'altra natura sono invece i commenti che provengono dall'azienda sanitaria. «Il nostro impegno per l'igiene mentale di Gragnano è massimo - afferma Francesco Della Pietra, direttore della struttura, ma purtroppo siamo costretti a fare i conti con una carenza di uomini e di risorse che ci complica in maniera notevole il lavoro. Ad ogni modo, nonostante il personale medico esiguo in servizio, stiamo garantendo tutte le urgenze segnalateci sul territorio. Pertanto trovo strumentale e demagogica la posizione di alcune sigle sindacali, che invece di gettare fango sul nostro operato potrebbero effettuare delle critiche costruttive per cercare di migliorare insieme la situazione»
Mancano specialisti in servizio nei settori di psicologia e sociologia. Critiche dai sindacati
FONTE: Il Mattino del 15/06/2008 ed. CIRC_SU2 p. 54
CIRO SACCARDI Gragnano. Infermieri e associazioni per i diritti dei malati contestano le precarie condizioni e i carenti servizi sanitari dell'ospedale Santa Maria di Casascola. A scendere in piazza per protestare il difficile quadro sanitario dei monti Lattari sono gli esponenti del sindacato degli infermieri Nursing Up. Al centro delle contestazioni la mancata programmazione d'attività riabilitative mirate all'acquisizione e al mantenimento delle capacità comportamentali, cognitive e affettivo-relazionali degli ammalati ricoverati. «Il nostro servizio - spiega Michele Costagliola, dirigente sindacale -, anche se di recentissima apertura, grazie
all'impegno del direttore generale Gennaro D'Auria, già presenta grosse problematiche, sia da un punto di vista strutturale che di organizzazione del lavoro». In particolare, tali problematiche sono rappresentate dall'assenza di specialisti in servizio presso la struttura, quali lo psicologo, il sociologo e altre attività utili alla socializzazione e al supporto psichico. «Secondo la normativa sanitaria gli infermieri - aggiunge il sindacalista - ai diversi livelli di responsabilità, di fronte a carenze o disservizi deve provvedere a darne comunicazione ai responsabili professionali della struttura in cui opera o affluisce il proprio assistito. Ecco perché abbiamo deciso di denunciare lo stato dei fatti in cui siamo costretti a lavorare e i pazienti a vivere». Critiche comunicate al responsabile del dipartimento di salute mentale, al manager D'Auria e ai vari responsabili sanitari dell'Asl 5 attraverso un documento in cui sono contenute le contestazioni e le carenze di servizi, tra cui anche la mancanza di ausili e strumenti che consentono di sostenere i pazienti nelle fasi acute della patologia. Una questione che riguarda anche la mancanza di dipendenti specializzati, di unità operative di personale da destinare al settore di salute mentale per lo svolgimento di attività psicologiche, di assistenza sociale e di riabilitazione psicosociale. «Tra le varie problematiche - conclude Costagliola - da tempo abbiamo chiesto, inutilmente, come mai l'unica struttura psichiatrica presente sul territorio non ha ancora ottenuto un aumento dei posti letto così come previsto dal piano sanitario regionale, che prevedeva entro tre mesi dall'entrata in vigore, un aumento sino ad 8 posti letto dei servizi psichiatrici di diagnosi e cura, attualmente fermi a 4 posti».
Ospedale, pochi infermieri e reparti accorpati
FONTE: Il Mattino del 10/06/2008 ed. SALERNO p. 43
FRANCESCO FAENZA Eboli. «Non è la prima estate, ma c'è una novitàda quest'anno oculistica e otorino saranno accorpati per sempre- dichiara un agguerrito Vito Sparano, sindacalista della Cisl- Un accorpamento solo estivo è previsto per i reparti di chirurgia e urologia. Il terzo accorpamento unisce endocrinologia, neurologia e geriatria». A settembre, ogni reparto recupererà la propria autonomia: «fatta eccezione per oculistica e otorino». Pochi infermieri, reparti accorpati, perdita di posti letto. Per la Cisl: «La strategia del direttore sanitario, Mario Minervini, è perdente». A difendere il timoniere dell'ospedale è il sindaco di Eboli: «Ho partecipato a quella riunione organizzativa- dichiara Martino Melchionda- il discorso di Minervini fila. Impossibilitato ad avere gli 80 infermieri che mancano, Minervini ha accorpato i reparti. Questa protesta sindacale è pretestuosa. In estate, nel pomeriggio, i reparti sono quasi sempre vuoti. Distribuendo oculatamente il personale, il problema si risolve». Melchionda plaude alla scelta di Minervini: «Ha fatto un ottimo piano organizzativo». Non la pensa così un altro sindacato, il Nursing Up: «Siamo pronti allo sciopero di tutto il personale, se non arrivano i rinforzi di infermieri». Muro contro muro. Tra proteste in atto e scioperi minacciati, l'accorpamento dei reparti inizierà a breve: «La volontà della direzione sanitaria è chiara, continueremo a dare battaglia- spiega Vito Sparano- Sono dieci anni che chiediamo altro personale infermieristico. Il direttore sanitario Minervini ha strappato solo promesse all'Asl di via Nizza. In concreto, non è cambiato nulla». Si poteva evitare l'accorpamento dei reparti? Secondo Melchionda e Minervini: «Era impossibile». Secondo la Cisl, andavano bloccati tutti i trasferimenti dall'ospedale al distretto sanitario: «Se gli infermieri lasciano l'ospedale per andare nelle strutture territoriali, è inutile piangere lacrime di coccodrillo. Se all'interno dell'ospedale, un'infermiera della sala operatoria viene trasferita in direzione sanitaria, è chiaro che i conti non tornano». C'è poi un'ampia fetta di personale sanitario che non desidera affatto l'arrivo di personale nuovo. Con le ore di straordinario, a fine anno, molti infermieri intascano una somma di denaro sostanziosa: «Volendo fare una media, siamo sui 5000 euro a testa» è il conteggio di Sparano.
ARCHIVIO
«All'ospedale mancano 80 infermieri»
Fonte: La Citta di Salerno del 18/05/2008 ed. Nazionale p. 27
Ancora fermenti all'ospedale di Eboli, mancano 80 infermieri. «Dopo l'incontro con il Prefetto, nulla ancora è stato fatto», queste le parole di Antonio Ristallo dell'organizzazione sindacale "nursing up". Resta lo stato di agitazione per l'ospedale cittadino. «La nostra organizzazione ha rimarcato che nessuno dei problemi che hanno portato alla proclamazione dello stato di agitazione, ad eccezione dell'accordo sull'applicazione della progressione di fascia, ha trovato soluzione - continua Ristallo in una nota divulgata ieri pomeriggio - il dottore Calabrese dell'Asl Sa2 ha dato disponibilitá per un incontro presso il presidio di Eboli per l'esame della problematica evidenziata; verrá chiesto, in particolare, al direttore sanitario di individuare le prioritá onde provvedere all'assegnazione del personale in misura adeguata. L'incontro è stato fissato per il 21 maggio». Un buco nell'acqua per il "nursing up". «Per quanto ci riguarda, il tentativo di conciliazione ha avuto esito negativo, pur riconoscendo al rappresentante dell'azienda piena disponibilitá nella ricerca di soluzioni. Ma le loro proposte sono solo palliativi: i venti infermieri promessi non arriveranno che in autunno, e saranno appena sufficienti per rimpiazzare i colleghi appena pensionati. E non ci aspettiamo soluzioni definitive dalla promessa riorganizzazione che chiediamo sia fatta comunque ed in tempi brevi, affinché ci sia la miglior distribuzione di personale nei reparti». Maria Rosaria Sica