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Imperia: spostamento 118, interviene sindacato Nursing Up
20.09.2008 - FONTE: Sanremonews.it

"Francamente non riusciamo a comprendere il motivo di tanto clamore mediatico sul trasferimento della centrale operativa territoriale del 118 presso il presidio ospedaliero di Bussana, paventando una riduzione della efficacia e qualità’ dei servizi che verranno erogati".

Lo scrive la sezione imperiese del Nursing Up, sindacato Professioni Sanitarie della Funzione Infermieristica, sul caso dello spostamento del 118: "Ciò non corrisponde assolutamente al vero - prosegue - tanto e’ che, per assurdo, la centrale operativa potrebbe anche collocarsi in vetta al monte Faudo, che farebbe ugualmente ed egregiamente il compito al quale e’ dedicata. Come non vi e’ nessun obbligo che essa si trovi nel capoluogo di provincia come si evince consultando il DPR 27 marzo 1992 (decreto attuativo del servizio di emergenza territoriale e le successive linee guida) , basta vedere altre realtà italiane per verificarlo. Sarebbe invece finalmente auspicabile che la centrale si collochi in una posizione più baricentrica e accessibile per tutta la provincia, e Bussana potrebbe essere una soluzione ideale: sia per la maggiore disponibilità di spazi che per l’accesso dei dipendenti che vi lavorano, perche non vi sono solo lavoratori che vi affluiscono da Imperia e dintorni, infatti il 118 è per sua natura un servizio provinciale, e quindi vi affluiscono anche medici e infermieri provenienti da Bordighera e Sanremo, e attualmente e’ a loro che viene arrecato il maggior disagio nel raggiungerla, e non sono una minoranza. Quindi evitando le polemiche inutili vediamo di mettere in risalto i veri, e molti, problemi della sanità: strutture obsolete ed inadeguate, liste di attesa sempre troppo lunghe, la carenza cronica di infermieri in tutti i servizi della ASL 1, (quantificabile in almeno 60 unità), ne ‘ un esempio proprio il 118, ove molto spesso medici ed infermieri fanno doppi turni giornalieri per poter erogare un servizio completo e continuativo, e che dire sempre degli infermieri del 118 'costretti' a condurre l’automedica, unici in tutta la Liguria, perché non c’e’ la volontà di mettere degli autisti, quantificando un risparmio netto per la ASL vicina ai 600.000 euro annuali, lasciando a loro solo le briciole per sopperire del disagio subito, con in più il rischio di vedersi decurtare punti sulla patente. Perché solo l’automedica 118 del presidio di Sanremo non dispone di una sede autonoma e con spazi propri, ove poter gestire la propria attività e recuperare fisico-psicologicamente dopo interventi importanti, che ricordiamo avvengono anche in situazioni difficili e in zone impervie, in equipe con forze dell’ordine, vigili del fuoco e soccorso alpino. Oppure della necessità di avere una quarta automedica per coprire in maniera più capillare il territorio. Se ne deduce che tutto questo va a discapito della qualità dei servizi erogati al cittadino, unico fine ultimo, ma questo non interessa a nessuno e’, più facile fare cagnare e dello sterile campanilismo per deviare l’attenzione e nascondere i problemi reali, piuttosto che impegnarsi per risolverli".

Carlo Alessi

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