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Nursing Up insorge innanzi al Parlamento Europeo a tutela degli infermieri italiani



Associazione Nazionale SINDACATO Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica
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Presidenza 

 

Nursing Up insorge innanzi al Parlamento Europeo a tutela degli infermieri italiani : "l'Accordo Stato Regioni che ci inibisce , come infermieri,  di praticare agopuntura è illegittimo , l'Europa intervenga!".

 

COMUNICATO DEL PRESIDENTE

MASSIMA DIFFUSIONE

 

Gentili colleghi e dirigenti sindacali del Nursing Up,

desidero rendere partecipi tutti VOI, di ciò che accade nel panorama istituzionale delle professioni sanitarie in Italia .

Decorso appena un mese dall’accertamento della nostra rappresentatività sindacale ci si presenta una problematica molto importante , che riguarda l’infermieristica italiana e , più precisamente,  le correlazioni  ruolo/funzioni tra la nostra professione e quella medica.

Come ho avuto modo di comunicare ai dirigenti regionali del Nursing Up in occasione di una recente Consulta Nazionale tenutasi a Roma, ci troviamo di fronte, ancora una volta, ad istituzioni che, “verosimilmente sensibilizzate da pressioni di parte” , assumono provvedimenti che nella sostanza attraggono e riservano  in capo ai medici significative attività che invece  , a nostro parere, con tale categoria nulla hanno a che fare e che pertanto non possono rientrare in alcun modo tra le pratiche sottoposte a specifica riserva professionale in loro favore  .

In tutto questo, e qui subentra il nostro interesse professionale, il provvedimento che noi contestiamo  esclude a priori gli infermieri , vessandone impropriamente ed irragionevolmente l ‘ elevata e specifica professionalità.

Nel dettaglio, stiamo parlando della pratica dell'agopuntura, una procedura della medicina tradizionale cinese che nulla ha a che fare con la "nostra" medicina occidentale e che , secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità , può essere esercitata, previa idonea formazione specifica, sia dai Medici che da altri professionisti sanitari, tra i quali l’infermiere. 

Accade proprio questo, colleghi, nonostante le specifiche indicazioni provenienti dalla massima autorità competente in materia ( l’OMS) , in Italia , attraverso un Accordo Stato Regioni la categoria degli infermieri è stata ingiustamente esclusa dal novero dei professionisti ammessi a esercitare agopuntura ed è stata individuata nei medici ( ma anche nei farmacisti …) quella più adatta a praticarla .  

Questo accordo non solo mortifica la nostra professionalità, ma volta le spalle, gravemente,  finanche alle indicazioni dettate sul tema dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. 

Per chiarire di cosa sto parlando ritengo utile trascrivere quella parte dell'accordo che ci riguarda e dove specificatamente si legge : "L’agopuntura, la fitoterapia e l’omeopatia costituiscono atto sanitario e sono oggetto di attività riservata perché di esclusiva competenza e responsabilità professionale del medico chirurgo, dell’odontoiatra professionale, del medico veterinario e del farmacista, ciascuno per le rispettive competenze". 

Secondo quanto appena trascritto sono in grado di praticare agopuntura oltre ai medici chirurgi, anche gli odontoiatri, i veterinari e i farmacisti, ma non gli infermieri.

Il motivo della descritta limitazione sarebbe giustificato dalla seguente affermazione (che sempre mi limito a trascrivere): "L’agopuntura, la fitoterapia e l’omeopatia sono considerate come sistemi di diagnosi, di cura e prevenzione che affiancano la medicina ufficiale”.

Tutti voi condividerete con me un’evidenza : 

siamo di fronte ad una affermazione completamente destituita di qualunque fondamento medico, una vera e propria presa di posizione che non tiene in alcuna considerazione gli studi condotti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità sulle medicine alternative (tra cui l'agopuntura). 

La Conferenza permanente per gli accordi tra lo Stato e le Regioni, partendo dal dato incontestabile per cui agli infermieri è preclusa la diagnosi (medica) al solo fine di escluderli dalla facoltà di praticare agopuntura, definisce testualmente tale pratica come “un metodo di diagnosi”.

Ma, pensiamoci bene cari colleghi e colleghe, se la limitazione rispetto alla facoltà di praticare agopuntura fosse effettivamente giustificata dalla capacità (o incapacità) di fare diagnosi, allora non avrebbe senso l'articolo 4 dell'Accordo Stato Regioni che noi contestiamo, secondo cui ai fini dell’iscrizione agli elenchi istituiti presso gli Ordini professionali provinciali dei medici chirurghi e odontoiatri, il percorso formativo dei professionisti che esercitano l’agopuntura […] deve essere effettuato […] presso soggetti pubblici o privati accreditati alla formazione”. 

Sulla scorta delle norme sopra trascritte si evince un quadro a dir poco paradossale ed insensato:

 i medici possono praticare agopuntura perché possono fare diagnosi, ma allo stesso tempo, in realtà, non possono praticare agopuntura a meno che non seguano un percorso formativo sulle medicine tradizionali cinesi tra cui l'agopuntura stessa .

Allora viene da sé che i medici si trovano nella stessa posizione degli infermieri che, come i primi, non sono in grado di praticare agopuntura se non vengono formati in tal senso. 

Ed è più che giusta (concedetemi l'espressione) l'imposizione di un corso formativo, se si tiene conto del dato fondamentale dettato dall’OMS per cui: L'AGOPUNTURA, espressione della medicina tradizionale cinese, NULLA HA A CHE FARE CON LA MEDICINA OCCIDENTALE. 

Ma in tutto questo , chi detiene il sacro calice della verità ?

Non noi, evidentemente , ma nemmeno i medici,  che fanno interessi di parte.

Chi risponde con la propria incontestabile autorevolezza , e questo sia in fatto che in diritto,  è  proprio l’Organizzazione Mondiale della Sanità , secondo la quale la medicina tradizionale cinese ha una propria identità che differisce in toto dalla medicina occidentale e che prescinde dalla capacità di fare diagnosi. 

Ed è proprio l’Organizzazione Mondiale della Sanità a prevedere che gli infermieri  che lo desiderino, come i medici ,  adeguatamente formati sulla medicina tradizionale cinese e sulla agopuntura devono essere ammessi a tale pratica !

Per questo è  paradossale quanto accade oggi in Italia , e lo è ancor più se si considera che  il massimo organo esponenziale a livello mondiale , per la tutela della Salute , cioè l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha elencato in modo chiaro, esaustivo ed inequivocabile quali sono i professionisti competenti ad esercitare agopuntura,  includendo tra questi gli infermieri.

Per dovere di precisione ve ne trascrivo lo stralcio: 

 I professionisti della medicina tradizionale e complementare cinese (tra cui l'agopuntura) possono essere [...] e operatori sanitari quali medici, dentisti, infermieri, ostetriche, fisioterapisti e farmacisti che trattano i loro pazienti con la medicina tradizionale e complementare cinese”.

Ebbene l'Italia , con il suo provvedimento, ha incredibilmente voltato le spalle all'OMS ha vessato i diritti di noi infermieri e mortificato la nostra professionalità !

Durante i mesi estivi abbiamo approfondito la normativa di altri paesi dell’Unione Europea sulla materia. A tal riguardo, ritengo fondamentale , a sostegno delle nostre giuste doglianze richiamare (tra le altre e solo per esempio ) la legislazione portoghese che, adeguandosi – come doveroso- alle linee guida dettate dall'OMS, si è astenuta dal riservare l'agopuntura a determinate categorie mediche, consentendone l'esercizio a tutti coloro che siano formati in tal senso, quindi anche agli infermieri.

Il Portogallo, da me richiamato a semplice scopo didattico ma che si colloca assieme ad altri paesi che hanno provveduto analogamente, non solo si è adeguato alle linee guida dell'OMS, ma ha applicato - ancora una volta a differenza di quanto ha fatto l'Italia - la direttiva europea che tutela la libera circolazione dei professionisti in Europa. 

 E dunque, mentre gli infermieri portoghesi possono esercitare agopuntura in Portogallo e in qualunque altro Stato membro che non abbia normato come l’Italia, gli infermieri italiani, non potendosi formare per esercitare direttamente tale attività , hanno le mani legate e sono sostanzialmente esclusi dal mercato europeo. 

Una vera e propria ingiustizia ai nostri danni ed a favore dei medici! 

Il momento è delicato e, almeno per quanto ci riguarda , la questione agopuntura per noi vale anche come questione di principio, perché se l’Italia decidesse di ripetere  questa improvvida procedura anche per altre attività sanitarie, attraendo di volta in volta nell’area di riserva esclusiva del medico pratiche specifiche ( come oggi accade per l’agopuntura) e togliendole quindi dalla disponibilità di infermieri , ma anche fisioterapisti, tecnici di radiologia, laboratorio ecc. ecc., ebbene in una tale situazione di fatto , cosa resterebbe per le altre professioni sanitarie? 

Medici tuttologi? No grazie! 

 Nella qualità di Presidente del Nursing Up , su questi pilastri e con la convinzione di interpretare il risentimento di tantissimi colleghi infermieri  ho deciso di presentare , prima iniziativa nel suo genere, una serie di azioni multiple e per noi coordinate , al fine di richiamare e concentrare sulla problematica l’attenzione di quelle Istituzioni Europee che risultano direttamente e/o indirettamente preposte, ai vari livelli e con diverse modalità, alla sorveglianza sulla congruità del comportamento dei singoli Paesi  rispetto al Diritto UE. 

Ho sottoscritto pertanto le seguenti azioni: 

Petizione al Parlamento U.E.  

Denuncia alla Commissione U.E. 

Esposto al SOLVIT 

Esposto al punto di contatto nazionale sul riconoscimento  professionale Direttiva E.U. 2005/36/C.E. .

Non ci è dato di conoscere, al momento in cui vengono presentati esposti, petizione e denuncia  , quale sarà il comportamento degli organismi riceventi e quale delle istanze sarà considerata ricevibile o meno ma ritengo fermamente che, nel silenzio generale  l’intervento di un sindacato che difende gli interessi infermieristici come il Nursing Up su una materia  talmente importante , anche sotto il profilo del principio, sia  doveroso. 

Da Presidente-infermiere ritengo assolutamente inaccettabile il contenuto dell’Accordo Stato Regioni che contestiamo , una disposizione pericolosissima, perché potrebbe aprire la porta a tutta una serie di provvedimenti analoghi , dalla quale discendono  impropri  effetti protezionistici a favore dei medici e che si conferma ingiustificatamente incurante del nostro elevato livello formativo e della nostra professionalità . 

Parliamo di  diritti e di interessi degli infermieri , che vengono , ancora una volta, calpestati e lesi assieme a quelli di tutta la collettività sociale italiana.  

Si cari colleghi, parlo anche di vessazione degli interessi dei cittadini, che a mio parere hanno pieno diritto, in relazione alle specifiche  prestazioni , di poter selezionare i professionisti ai quali affidarsi nell’ambito di un alveo di possibilità che esprima la massima offerta professionale possibile .

Voglio precisare sin da ora, anche per allontanare strumentalizzazioni da parte dei delatori, sempre presenti, che noi siamo ben a conoscenza del fatto  che la nostra battaglia si presenta complessa e difficile, soprattutto perché innovativa e di principio e perché è difficile trovare nella storia degli infermieri italiani delle azioni  così forti , che si oppongono esplicitamente a provvedimenti di tanto rilievo ed interesse per la categoria medica.  

Sappiamo , soprattutto, che stiamo chiedendo all’Europa di sostenerci nello sfondare un muro di interessi di casta , dove la casta , almeno in Italia,  è potente e determinata  ma sappiamo anche di aver ragione delle nostre richieste .  

Tutto questo deve renderci determinati a tentare di far comprendere all’Europa , qualsiasi sia il risultato finale, che il provvedimento Stato Regioni Italiano, apparentemente legittimo  anche sotto il profilo della normativa Europea , cela invece una fattuale disapplicazione del TFUE e dell’art. 5 della Direttiva 2005/36/CE per avere la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano - con l’assenso del Governo Italiano , posto ostacoli alla libera circolazione delle persone e dei servizi e violato le regole che disciplinano la concorrenza nel mercato interno 

Allo stato, per noi è importante ricevere il sostegno del massimo numero di colleghi e cittadini . Lo si pot

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