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Roma, 30 novembre 2016

CONTRATTO STATALI, UNA SIMIL DICHIARAZIONE DI INTENTI CHE NULLA HA A CHE VEDERE CON UN VERO E PROPRIO ACCORDO … “PER NOI E’ SOLO UNA MANFRINA CHE NON A CASO ARRIVA QUATTRO GIORNI PRIMA DEL REFERENDUM”.

MA I PUBBLICI DIPENDENTI HANNO L’OCCHIO LUNGO…

 

Ed è ancor più grave ciò che ascoltiamo dalla radio in questi giorni e cioè che Renzi in occasione della propria partecipazione ad una trasmissione avrebbe ventilato agli italiani - non sappiamo bene in quali termini - che se non vince il “si” al referendum si mette in discussione il borsellino dei contratti.

 

Come qualificare tutto ciò???

 

E cosa dire di un accordo di intenti - perché tale si può definire il documento sottoscritto ieri ed allegato alla presente - che oltre alle promesse delle parti, non contiene alcuna formale disposizione relativa alla precisa individuazione e quantificazione delle fonti di finanziamento, e che pertanto nulla ha a che vedere con una vera e propria intesa!?

 

Laconico ed interpretabile in molti suoi passaggi, basato sull’assunzione di impegni futuribili e con la promessa di garantire circa 80 Euro di aumento per dipendente pubblico senza individuare specificatamente le risorse necessarie, il documento di cui parlano da stamane tutti i telegiornali a noi sembra tanto uno specchietto per le allodole dove le allodole sono i pubblici dipendenti che dovrebbero sentirsi indotti, in qualche modo, a votare “si” al referendum.

 

Ma le cose non funzionano così e ognuno voterà secondo le proprie convinzioni e personali motivazioni.

 

In definitiva, stamane gli infermieri si sono alzati ed hanno ascoltato la notizia mandata in onda dai TG: il Governo con Cgil CISL e UIL ha sbloccato la contrattazione collettiva e stanziato svariati milioni di euro per i lavoratori italiani.

 

La realtà e i fatti tuttavia smentiscono amaramente la notizia.

 

Questi i fatti: il verbale sottoscritto dal ministro della funzione pubblica e i rappresentanti di Cgil, CISL e UIL non è altro che una dichiarazione di intenti. Dopo l’incipit accattivante: “i lavoratori sono il motore del buon funzionamento della pubblica amministrazione”, la triplice si accontenta di far sottoscrivere al Ministro una serie di assunzioni di impegni per un futuro non meglio definito. Uno specchietto per le allodole che certamente non attirerà i lavoratori italiani che tra pochi giorni saranno chiamati alle urne.

 

Il Governo utilizza e sfrutta il diritto dei lavoratori al rinnovo della contrattazione collettiva - imposto circa due anni fa dalla Corte Costituzionale - per aggirarlo a strumento politico e provare a incantare le persone poco attente.

 

La parte economica è l’esaltazione della scarsa trasparenza delle volontà dei sottoscriventi: “il Governo […] si impegna a riconoscere le attuali risorse previste nella legge di bilancio aggiuntive a quelle per il 2016, utilizzandone la quota prevalente per il rinnovo dei contratti”.

 

La mera assunzione di impegno è solamente una sgradevole soluzione per procrastinare il rinnovo della contrattazione collettiva e favorire la propaganda elettorale di Renzi spalleggiato dalla triplice.

 

Peraltro si tratta di un’iniziativa che colpisce gravemente e irreparabilmente i lavoratori poichè quando tutti i sindacati rappresentativi (e non solo la triplice che è attualmente la prediletta del Governo) si confronteranno con l’ARAN per dare concretamente corso al rinnovo della contrattazione collettiva saranno costretti ad attenersi alla copertura finanziaria non meglio quantificata ieri durante l’incontro e comunque limitata solo al 2016 – 2017 con immotivata esclusione del 2018.

 

E poi non dimentichiamo che il rinnovo dei contratti è un dovere del Governo imposto nel 2014 dal Giudice delle Leggi.

 

Insomma ieri presso il Governo si è consumato il solito incontro tra pochi per prendersi gioco di tanti.

 

PROPRIO PER QUESTO IL NURSING UP NON CI STA E QUINDI CONTINUERA’ A BATTERSI PER TUTELARE I DIRITTI “DI TANTI”.

 

 

Nursing Up

Presidenza

 

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