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 La Corte di Cassazione con propria sentenza numero 64 del 2017 ha stabilito che e’ legittimo il licenziamento per giusta causa del dipendente ripetutamente assente alle visite fiscali di controllo e cio’ a prescindere dell’effettività della malattia.

Nel caso specifico preso in esame dalla Corte di Cassazione  si trattava di analizzare il licenziamento del dipendente che era risultato assente per tre volte alle visite fiscali per malattia e cio’ nel corso di due mesi e che non aveva comunicato preventivamente l’assenza dal domicilio .

Ebbene su questo caso specifico la Suprema Corte ha definito legittimo il licenziamento del dipendente per giusta causa e cio’  nonostante un sanitario dell’INPS avesse  confermato la malattia diagnosticata con la relativa prognosi.

Ecco lo stralcio della Sentenza che qui interessa:

“La permanenza presso il proprio domicilio durante le fasce orarie previste per le visite mediche domiciliari di controllo costituisce non già un onere bensì un obbligo per il lavoratore ammalato, in quanto l’assenza, rendendo di fatto impossibile il controllo in ordine alla sussistenza della malattia, integra un inadempimento, sia nei confronti dell’istituto previdenziale, sia nei confronti del datore di lavoro, che ha interesse a ricevere regolarmente la prestazione lavorativa e, perciò, a controllare l’effettiva sussistenza della causa che impedisce tale prestazione”.

Sempre la Cassazione, con propria ulteriore e recentissima sentenza n. 24681/2016 ha stabilito la legittimità del licenziamento di un dipendente che in più di un’occasione non si è reso reperibile alla visita medica durante l’assenza per malattia.

La visita fiscale , come è noto , è un ’accertamento medico , che può essere predisposto sia  dal datore di lavoro che dall’ INPS per verificare l’effettivo stato di malattia del dipendente assente.

Il medico incaricato, ovviamente,  dovrà recarsi presso il domicilio del dipendente per visitarlo.
È di fondamentale importanza sottolineare che il dipendente deve essere sempre reperibile in casa nelle fascie orarie dedicate a tale visita indipendentemente dal fatto che la malattia gli permetta di uscire o meno.

 

La prima conseguenza di una eventuale  assenza alla visita Inps concretizza un comportamento illecito, a prescindere dalla gravità della malattia e dall’effettiva presenza di un autentico certificato medico , questo significa che, fuori da casi residuali  e codificati,  in cui è possibile allontanarsi dal proprio domicilio solo avendo cura di attuare tutta una serie di adempimenti ed accortezze preventive che dipendono sia dal contratto di lavoro applicato che dal settore ( pubblico e/o privato) di appartenenza , il  dipendente che salta la visita fiscale dell’Inps è punito con una sanzione disciplinare. Peraltro lo stesso lavoratore perde il  diritto all’indennità Inps per un controvalore pari a dieci giorni.

Ma non finisce qui, perché lo stesso dipendente , a questo punto, dovrà  presentarsi per il controllo il successivo giorno non festivo presso l’ambulatorio dell’Inps; nel caso in cui egli fosse assente anche in tale circostanza senza preoccuparsi di presentare giustificazioni valide entro 10 giorni ( quelle previste e codificate di cui si accennava  sopra) , l’Inps bloccherà  il 50% del trattamento economico fino al termine della malattia.

 

Dalla terza assenza con le modalità analoghe a quelle sopra indicate, l’indennità  di malattia viene sospesa del tutto, fermi gli esiti delle eventuali azioni disciplinari se del caso promosse dal datore di lavoro.


 
Il dipendente assente può essere licenziato?

Il lavoratore non rischia solo la sospensione dell’indennità INPS , ma si espone alla conseguenza ben più grave di perdere il proprio posto di lavoro se il suo comportamento è reiterato perché , in tale circostanza , come confermato dalla Corte di Cassazione, l’intervenuta  assenza alle visite fiscali è motivo sufficiente a licenziare il dipendente per giusta causa.
 

Alla luce di quanto sopra Vi ricordiamo gli orari fiscali in malattia:

  • statali e personale enti locali: reperibilità per l’intera settimana, festività comprese, dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00;
  • lavoratori settore privato: reperibilità intera settimana compresi week-end e festivi, dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00.

 

 

 

Associazione Nazionale
Sindacato Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica

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