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Cari  iscritti, Gentili dirigenti sindacali,

ieri mattina, presso la sede centrale dell’A.R.A.N. (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) in Roma, si è svolta la riunione di apertura delle trattative per la definizione del prossimo C.C.N.L. del Comparto Sanità.

Erano presenti, oltre ai Dirigenti A.R.A.N. in rappresentanza delle pubbliche amministrazioni ed alcuni delegati del Comitato di Settore , tutte le Organizzazioni Sindacali (OO.SS.) rappresentative di comparto, convocate (insieme ai rappresentanti delle Confederazioni Sindacali a cui queste aderiscono) per cominciare a confrontarsi sui contenuti e sull’articolazione del prossimo C.C.N.L. della Sanità.

La riunione si è aperta con la proposta avanzata dall’A.R.A.N. di partire dai contenuti dell’Atto di Indirizzo formulato dal Comitato di Settore , piuttosto dettagliato, che risente di tutto il nuovo impianto normativo delineatosi in questi anni di mancato confronto negoziale e che, in forme ed in gradi diversi, ha più o meno inciso di fatto sul rapporto di lavoro.

Si pensi che esistono Regioni le quali,  senza aspettare che lo facesse il contratto e più virtuosamente , si sono adeguate a nuovi modelli di lavoro in qualche modo coerenti con le norme recentemente introdotte.

ALCUNI ASPETTI GENERALI CHE RIGUARDANO IL NUOVO CCNL

Il nuovo C.C.N.L. dovrà, dunque, armonizzare questa nuova cornice giuridico-legale con le specificità proprie del Comparto Sanità ed al contempo rispondere sia alle innumerevoli ed annose aspettative che i suoi lavoratori (circa 600.000 nel pubblico impiego) hanno maturato in questi anni di mancato confronto, sia alle nuove e vecchie esigenze di salute che l’utenza stessa con sempre più veemenza continua a manifestare.

In questa ottica, la stesura del nuovo C.C.N.L. dovrà configurarsi come un vero e proprio “lavoro di accompagnamento”, volto ad “estendere a tutto il territorio nazionale” quanto già di fatto virtuosamente accade in alcuni territori del Paese, fornendo così una risposta contrattualmente definita che derivi dall’attuazione di specifiche indicazioni normative intercorse in questi ultimi anni, purtroppo non ancora pienamente ed uniformemente attuate.

Alcuni temi generali oggetto di contrattazione hanno cominciato ad essere già affrontati in sedi diverse, con le Confederazioni Sindacali, e saranno, nel corso delle trattative aperte ieri, poste all’attenzione ed al confronto delle OO.SS. convocate.

Altri temi, di carattere altrettanto generale (come ad esempio quello relativo alle risorse finanziarie per i rinnovi contrattuali o dei nuovi modelli di relazioni sindacali), andranno specificatamente affrontati e trattati con i necessari approfondimenti e la dovuta attenzione auspicata da tutti i lavoratori della Sanità.

Vi sono poi tutte le altre questioni che, attenendo strettamente all’ambito della salute pubblica, costituiscono differenze sostanziali che distinguono i lavoratori del Comparto Sanità da tutti gli altri lavoratori dei Comparti del pubblico impiego (Funzioni Centrali, Funzioni Locali, PCM, Istruzione e Ricerca).

COME SI INTENDE PROCEDERE PER REALIZZARE IL NUOVO CCNL

L’approccio di lavoro concordato ieri mattina tra ARAN e sindacati , dunque, rispecchierà un’articolazione in diverse fasi (da quella istruttoria a quella descrittoria, da quella ricettiva della nuova disciplina contrattuale a quella elaborativa, ecc. ecc.) e sarà caratterizzato dallo sviluppo di “ambiti tematici”.

Saranno pertanto costituiti appositi “tavoli di confronto” (“tavoli tematici”, appunto !) i quali, diversamente dai “tavoli tecnici” istituiti a livello ministeriale, focalizzeranno la propria attività su temi specifici, affrontabili in diversi momenti dell’iter contrattuale.

Questi temi saranno poi oggetto di un successivo ed ulteriore confronto e chiarimento a livello collegiale, nell’auspicio di poter giungere a posizioni comuni e condivise da tutte le parti chiamate alla contrattazione.

Il primo di questi “tavoli tematici” riguarderà gli assetti ordinamentali e la classificazione del personale.

PERCHE’ UN TAVOLO SUGLI ASSETTI ORDINAMENTALI E SULLA CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE

Se in ambito sanitario l’enorme mole di regole contrattuali di cui oggi disponiamo è rimasta più o meno sostanzialmente immutata nel corso degli anni (l’ultimo C.C.N.L. Sanità normativo risale al triennio 2006/2009), il sistema di cura (che più ampliamente si estende a quello di salute pubblica) ha subito e sta subendo in Italia eclatanti trasformazioni (basti pensare, ad esempio, al più recente “Patto per la salute per gli anni 2014-2016”), con inevitabili complicazioni le quali, in modo evidente, oltre che trasformare il concetto e la percezione di salute pubblica da parte di una numerosa e diversificata utenza, subentrano per effetto di richieste di cura estremamente diversificate a cui occorre dare risposta.

In questa prospettiva, il nuovo C.C.N.L. dovrà essere redatto in una forma semplice e chiara (ovvero dovrà essere di facile lettura), non dovrà dare luogo a complicazioni interpretative, dovrà esprimere con la massima limpidezza tutti i diritti e tutte le regole a cui coloro che gestiscono i diversi servizi sanitari dovranno attenersi, e dovrà rappresentare in maniera esaustiva tutte le competenze necessarie all’erogazione dei servizi di cui il cittadino ha bisogno, semplificando al massimo l’utilizzo di risorse necessarie a tal scopo.

La ricostruzione, da un lato, di tutte quelle disposizioni ancora oggi vigenti e che non hanno reso possibile l’attuazione delle più recenti norme giuridiche in materia di classificazione del personale attualmente in servizio, e la revisione (per quanto possibile organica), dall’altro, di tutto il complesso sistema di affidamento degli incarichi (incarichi di coordinamento, altri incarichi e posizioni organizzative, ecc. ecc.), che fino ad oggi ha creato non poche discrasie sul piano interpretativo, saranno soltanto alcune delle linee di lavoro che questo “tavolo tematico” dovrà perseguire, fino a disporre di un nuovo e definitivo assetto ordinamentale sulla materia che dia certezza su ruoli, competenze e responsabilità.

COSA SI PREVEDE IN MERITO ALLA CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE ?

In merito alla classificazione del personale, poi, si è constatato che la suddivisione in cui è articolato oggi il lavoro nel settore sanitario fa riferimento a quattro categorie generali (tecnica, amministrativa, sanitaria, professionale ), ormai agganciate ad un sistema di organizzazione del lavoro piuttosto datato ed assolutamente insufficienti a dare applicazione piena a quelle norme che hanno individuato ed introdotto nuove competenze.

Occorrerà, dunque, che l’attivando “tavolo tematico” riveda il sistema delle attuali aree funzionali, nonché la classica suddivisione tra i ruoli ed introduca, approfondisca e regolamenti una nuova area “prestazionale” di integrazione socio-sanitaria (cosiddetta delle “prestazioni socio-sanitarie”), avente come focus l’assemblamento di profili e mansioni collegabili in maniera orizzontale a nuove modalità operative in ambito sanitario.

A quest’ultima area afferiranno figure professionali che svolgono un’attività caratteristica di tipo socio-sanitario (come nel caso dell’operatore socio-sanitario), tenendo fuori le professioni spiccatamente sanitarie o precipuamente sociali.

In una prospettiva di re-identificazione degli ambiti e delle aree lavorative già individuate in precedenza, il “tavolo” dovrà, inoltre, studiare nuove modalità di interazione tra area sanitaria (che includerà tutte le professioni sanitarie, infermieristiche, ostetriche, tecniche della riabilitazione e delle arti ausiliarie), area amministrativa (che includerà il personale amministrativo, tecnico e professionale), area tecnico-ambientale (che includerà il personale delle ARPA) e la istituenda area socio-sanitaria (dedicata a tipologie prestazionali offerte dagli operatori socio-sanitari, dagli assistenti sociali e dagli educatori socio-sanitari), inserendo tutti i diversi profili professionali (già regolamentati e non) nei diversi ambiti e nelle diverse aree lavorative oggetto di rideterminazione contrattuale.

COME AVVERRA’ L’AFFIDAMENTO DEGLI INCARICHI ?

SARANNO CREATI NUOVI PROFILI PROFESSIONALI ?

Sul piano dell’affidamento degli incarichi, si dovrebbero prendere in considerazione i nuovi modelli organizzativi già applicati in alcune realtà territoriali (ospedali a bassa intensità di cura, ospedali e reparti a prevalente gestione infermieristica, ospedali di comunità, ecc. ecc.), consentendo al “tavolo” di  confrontarsi, altresì, sull’introduzione di due nuove figure professionali, previste da disposizioni di legge e di cui andranno definite le specifiche contrattuali: quella del “professionista specialista” e quella del “professionista esperto”.

 Il primo proviene da un processo fortemente caratterizzato dal conseguimento di una serie di titoli di competenza (master, ecc. ecc.); il secondo, invece, da una “formazione in-house”, consumata attraverso una crescita professionale in termini di organizzazione sanitaria in seno ai singoli sistemi sanitari regionali.

 Queste nuove figure professionali dovranno essere destinatarie di incarichi strettamente connessi all’organizzazione dei servizi sanitari nonché dotati di tutte le caratteristiche ad essi connesse (temporizzazione, verifica, revisione, valutazione, revocabilità, ecc. ecc.).

Infine, questo “tavolo” dovrà affrontare e risolvere in maniera definitiva la questione relativa alla natura ed agli incarichi conferiti al personale di livello D e DS.    

IL SECONDO TAVOLO TEMATICO

Il secondo “tavolo tematico” sarà dedicato agli aspetti della formazione e dell’utilizzo delle risorse destinate alla remunerazione delle prestazioni accessorie.

Su questo piano, l’A.R.A.N. è perfettamente consapevole che, in ambito sanitario, si registra un profondo e radicato malessere, dovuto anche alla scelta, operata sin dal 1997 di individuare (a differenza di quanto avvenuto in altri Comparti) modalità distributive attraverso strumenti abbastanza rigidi e predeterminati, discendenti non soltanto dai precisi ed inderogabili vincoli contrattuali. Questo “tavolo” dovrà, quindi, verificare, tra l’altro, la composizione e l’utilizzo degli attuali fondi per il salario accessorio e studiare modalità e forme di attribuzione di remunerazione accessoria che siano più elastiche, che tengano maggiormente conto delle specifiche realtà locali e territoriali e che modifichino l’attuale articolazione dei fondi a tal scopo dedicati.

IL TERZO TAVOLO TEMATICO

Il terzo ed ultimo “tavolo tematico” sarà dedicato all’orario di lavoro, con l’obiettivo di analizzare le relative tematiche introdotte e non ancora esaustivamente affrontate a livello nazionale (ore di riposo, turni, pause, durata massima della prestazione lavorativa giornaliera, ecc. ecc.), alla luce sia della normativa europea sia dell’esigenza di portare a termine quanto già indicato dalle norme in proposito introdotte nell’ottobre 2015. 

E’ stata più o meno unanime la condivisione dell’approccio di lavoro fin qui illustrato da parte di tutte le OO.SS. presenti, con una convergenza metodologica particolarmente apprezzata dall’A.R.A.N., che fa ben sperare in una celere definizione dei futuri istituti contrattuali (non a caso il confronto che si è aperto ieri riprenderà a stretto giro con una cadenza più o meno pari a una decina di giorni).

LA POSIZIONE DEL NURSING UP

Ferma la posizione del Presidente del Nursing Up dott. De Palma nel proprio intervento laddove , pur apprezzando il riavvio, dopo tanti anni, delle trattative contrattuali, e pur ribadendo la sostanziale condivisione del nuovo approccio metodologico da oggi proposto, che ben si presta a dare risposte concrete all’ipotesi di contratto già inviata all’ARAN da parte del sindacato, ha tenuto a sottolineare che del mancato adeguamento del vigente C.C.N.L. alle disposizioni normative intervenute sin dal 1999 ed oggetto di attenzione da parte del Comitato di Settore , hanno risentito con ricadute negative soprattutto i professionisti infermieri.

Il Nursing Up, pertanto, ha chiesto con forza che il lavoro di stesura del nuovo C.C.N.L. del Comparto Sanità tenga ben presente quanto il sistema sanitario vigente, pur potendo beneficiare di una serie di attività e di prestazioni di elevata qualificazione professionale (come quelle erogate dal personale infermieristico), abbia al contrario consolidato una serie di disfunzioni che hanno avuto ricadute negative soprattutto sulla salute del cittadino.

Inoltre, la necessità rappresentata dal Presidente dell’ARAN, di affrontare in sede di contrattazione il problema della “rigidità dei ruoli” – ha ribadito il dott. De Palma – non può prescindere dalla considerazione che, in ambito sanitario, operano figure specialistiche diverse, ognuna delle quali esprime la propria attività in funzione di norme specifiche: ne consegue che il tema della “rigidità dei ruoli” vada certamente ridiscusso, ma nei limiti e nel rispetto del mandato professionale che esprimono tutte le professioni sanitarie che saranno oggetto di questa contrattazione.

Il  Presidente De Palma è poi passato a sottolineare un delicatissimo e fondamentale aspetto che corre il rischi odi pesare come una grossa ipoteca sul futuro delle trattative contrattuali , e cioè quello relativo alla necessità di fare chiarezza sulle risorse economiche a disposizione delle parti.

In particolare l’attenzione del Presidente si è concentrata sul rapporto che c’è tra l’incremento medio del quale “beneficerebbero” i dipendenti  mediante il nuovo contratto, che dovrebbe assestarsi attorno ad un valore di circa € 85,00 (per Nursing Up  risibile, ed oggetto di contestazione perché le richieste del Nursing Up sono quelle dell’allegato documento)  ed il cosiddetto “bonus Renzi” in quanto, nel caso in cui l’aumento contrattuale dovesse far superare la soglia di reddito indicata dalla vigente normativa come limite oltre il quale non spetta più la fruizione del bonus suddetto, per molti interessati potrebbe mettersi a rischio tale importante integrazione economica e , conseguentemente, i benefici derivanti dalla contrattazione appena attivata verrebbero praticamente annullati. In sostanza l’intervento del Presidente relativo alla parte economica e’ stato dettato dall’esigenza di evitare quello che potrebbe rivelarsi un incremento farsa, perché riconosciuto agli interessati dal contratto ma  subito perso a causa dei complicati meccanismi di cui si parla.

Per quanto riguarda la necessità di ridefinire le aree funzionali, vi è– ha detto il dott. De Palma pur senza entrare in alcun modo nei contenuti – una condivisione meramente di massima da parte del Nursing Up (il sindacato ha da sempre richiesto l’istituzione di aree funzionali specifiche per i professionisti sanitari promuovendo una distinta disciplina contrattuale), pur sottolineando la necessità di chiarire ulteriormente quale sia la reale motivazione che sottende all’introduzione , tra queste, della nuova area delle “prestazioni socio-sanitarie”.

L’ultimo punto evidenziato dal Presidente del Nursing Up ha riguardato gli obiettivi oggetto delle attività del  terzo “tavolo tematico” , quello sull’orario di lavoro, sottolineando che , se l’intento reale di parte datoriale è quello di discutere la materia solo per attuare le c.d. “deroghe” ( vedi 11 ore di riposo continuativo nell’arco delle 24) ,  il Nursing Up non darà il proprio placet a discostarsi dalla  normativa europea in materia, né tanto meno condividerà la proposta di modificare le norme contrattuali che, fino ad oggi, hanno recepito nel nostro Paese tale normativa sovranazionale. Tutto ciò si rende indispensabile, dal momento che ai lavoratori delle professioni sanitarie sono stati fino ad ora i più penalizzati e che, proprio per questo, non possono essere sottoposti ad ulteriori sacrifici.

Al termine dei lavori , in occasione di un  confronto de visu con il Presidente dell’ARAN, il Leader del Nursing Up, richiamando l’avvenuta trasmissione del documento contenente le proposte del sindacato in relazione alla corrente tornata contrattuale, ha invitato lo stesso a tenere in seria considerazione , soprattutto per quanto attiene i nuovi profili di professionista esperto e di specialista.

Rientrato in sede nazionale, il Presidente del Nursing Up ha tenuto a ribadire che, a parte il fondamentale aspetto inerente alle risorse economiche disponibili,  sul quale l’ ARAN non ha ancora fornito i chiarimenti  richiesti e necessari , questo CCNL è stato aperto con premesse che , almeno apparentemente, sembrano improntate sulla  disponinilità  di parte datoriale ad un confronto a tutto campo, dovendosi dare atto che , almeno alcuni degli importanti aspetti che , a parere del Comitato di Settore, necessitano di intervento contrattuale sembrano coincidere, almeno per grandi linee e come base di confronto, con le criticità riportate ul documento recante le proposte  del sindacato degli infermieri. Tutto questo per sottolineare che, una volta chiarito l’aspetto prioritario e fondamentale delle risorse economiche , non è esclusa la possibilità che si realizzino le condizioni affinchè si possa addivenire al primo accordo negoziale nella storia della sanità italiana che , presenti finalmente gli infermieri ai tavoli delle negoziazioni, potrà dare importanti risposte alle legittime aspettative degli stessi e degli altri professionisti sanitari su tematiche molto importanti,  quali ruolo , responsabilità , organizzazione ed anche inerentemente al rapporto di tali operatori con le altre professionalità.

  Premesso quanto sopra stigmatizziamo , doverosamente, che Nursing Up darà il proprio apporto con determinazione e senza sconti di sorta in occasione dei prossimi incontri dedicati alle trattative sul C.C.N.L. del Comparto Sanità . A tal riguardo aggiorneremo di volta in volta iscritti e dirigenti sindacali sugli ulteriori sviluppi ed intento trasmettiamo, in allegato, l’ipotesi  già inviata all’ARAN prima dell’apertura del corrente tavolo contrattuale, contenente alcune tra le principali rivendicazioni  avanzate, sia a beneficio degli infermieri che delle altre professioni sanitarie ex legge 42/1999.

Cogliamo anche l’occasione per ricordare che il prossimo venerdi 15 Settembre si terrà una riunione della Consulta Nazionale Nursing Up che , come è prassi, segue la dinamica contrattuale.

Lunga vita al Nursing Up !

 

Nursing Up

La Segreteria Generale

Allegato : BOZZA PROPOSTE NURSING UP AI FINI DELLA PIATTAFORMA CCNL COMPARTO SANITA’ -TRIENNIO 2016/2018

 

Associazione Nazionale
Sindacato Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica

CF: 96340350584