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Gentili colleghi,

stamane ho firmato il dossier che apre l’Iter processuale attraverso il quale Nursing Up ricorre innanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo contro l’Italia.

Si tratta di un dossier nutrito, più di 500 pagine tra atti processuali, memorie e doglianze, sui quali ho voluto lavorare “braccio a braccio” con il legale incaricato.

Per noi del Nursing Up questi atti rappresentano le prove di un sistema fallace e clientelare, implementato a regola d’arte per fuorviare la volontà dei lavoratori.

Siamo molto arrabbiati per il vergognoso ritardo con il quale è stata approvata l’ipotesi di CCNQ relativa alla suddivisione delle prerogative sindacali, atto che, a sua volta, è giunto dopo quasi due anni dalla decorrenza del periodo contrattuale di riferimento.

In tutto questo tempo, è stata calpestata la volontà del legislatore italiano, che con il dlgs 165/2001 ha voluto stabilire, inequivocabilmente, la coincidenza del meccanismo di rilevazione della rappresentatività sindacale nel pubblico impiego con i periodi contrattuali (allo stato triennali) ma è stata calpestata anche la democratica volontà di tutti quei lavoratori della sanità italiana , perché sono proprio loro che, con voti ed adesioni, hanno impalmato il Nursing Up come loro sindacato di riferimento.

Abbiamo provato a percorrere le strade del contenzioso d’urgenza interno, ma ciò non ha portato ad alcun risultato.

Qualcuno ci ha chiesto, apparentemente sbalordito della nostra testardaggine su una materia che sembra non trovare soluzione nella giurisdizione nazionale, per quale ragione Nursing Up non si comporta come hanno fatto altri in precedenza, e cioè “perché non lascia correre le cose così come sono“.

E’ evidente che la risposta si trova nella nostra stessa ragion d’essere:

Il Nursing Up è organismo sindacale apolitico, apartitico e laico che – diversamente da molte delle organizzazioni sindacali “storiche” – opera senza alcuna ideologia predeterminata, non ha alcun partito di riferimento, non impone alcuna confessione religiosa. Ciascuno dei suoi iscritti, nella società, è libero di professare e perseguire il proprio ideale politico e religioso in piena libertà e di svolgere la propria esistenza in base alle sue umane inclinazioni.

Nel Nursing Up il dato accomunante per tutti gli operatori sanitari iscritti al sindacato è il perseguimento del principio della sempre maggiore professionalità ed efficienza tecnica e umana intesa come mezzo di "servizio" a beneficio di qualsivoglia utente delle strutture sanitarie considerato come persona nella sua specifica individualità, bisognosa di assistenza tecnica, umana, relazionale e morale.

Per il triennio 2016-2018 il Nursing Up è stato riconosciuto quale associazione maggiormente rappresentativa ma a tutto oggi, di fatto, gli viene impedito l'esercizio di diritti e facoltà connesse per legge al principio della rappresentatività.

Conseguentemente, conformemente agli scopi statutari ed ai principi da esso perseguiti Nursing Up si fa oggi promotore, tramite il proprio rappresentante nazionale, dell'iniziativa processuale oggetto della presente circolare, finalizzata alla tutela dell'associazione sindacale in quanto tale e, per essa, di tutti gli iscritti che hanno visto negare al proprio ente rappresentativo il potere di azione a tutela dei loro interessi di categoria.

Riteniamo che il Nursing Up, pertanto, sia vittima delle violazioni del diritto sovra nazionale, in particolare quello della Convenzione Europea in quanto, durante il periodo che decorre dall’accertamento della rappresentatività ad oggi è stato leso:

1) nel diritto di manifestazione del pensiero, di opinione nei luoghi di lavoro.

2) nel diritto di proselitismo associativo, sia perchè impedito nella comunicazione del proprio pensiero nei luoghi di lavoro, sia perchè impedito a realizzare un confronto costruttivo e democratico con la base dei lavoratori tramite i propri rappresentanti, sia a interloquire con le pubbliche amministrazioni datoriali a nome e per conto dei propri iscritti.

3) nel diritto di poter beneficiare delle prerogative sindacali retribuite per legge (permessi, aspettative, distacchi e riunioni sindacali) che, come le violazioni a punti sub 1) e sub 2), discendono ex lege dal riconoscimento della rappresentatività.

Come vostro Presidente sono fortemente determinato a chiedere giustizia innanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Lo faccio perché sono convinto che, come me, voglia giustizia ogni donna ed ogni uomo che costituisce la trama sociale del Nursing Up, e quindi la parte nobile della nostra organizzazione.

Io penso che ognuno di noi voglia giustizia per tutto il tempo passato nell’attesa che l’ARAN e tutte le altre organizzazioni sindacali si decidessero a sottoscrivere il CCNQ che libera la nostra titolarità ad indire assemblee, esercitare il diritto di affissione, utilizzare locali messi a disposizione dell’azienda, utilizzare le prerogative di legge per questioni di mandato etc etc

Io penso che ognuno di noi voglia giustizia per tutte le volte che, a dispetto del mandato che il sindacato ha ricevuto dai lavoratori quando hanno deciso di riconoscergli in massa quel fatidico 5% necessario per parlare a loro nome e per conto, i nostri dirigenti sindacali hanno visto opporre rifiuti e dinieghi da parte delle aziende sanitarie  motivati dalla mancata sottoscrizione del CCNQ sulle prerogative.

Io penso che ognuno di noi voglia giustizia per la vessazione del diritto fondamentale di libera manifestazione del pensiero che i nostri iscritti hanno deciso di esercitare attraverso i rappresentanti del Nursing Up e che viene messo in discussione ogni volta che a questi ultimi vengono frapposti ostacoli a causa della mancata sottoscrizione del CCNQ.

Io penso che ognuno di noi voglia giustizia per tutte le volte che un nostro dirigente sindacale (e quindi le persone che egli rappresenta) è stato messo alla porta dalle direzioni aziendali a motivo della mancata sottoscrizione del CCNQ sulle prerogative.

Io penso, infine,  che ognuno di noi voglia giustizia per tutte le opportunità di confronto con i colleghi, che in due anni di inerzia del sistema abbiamo perduto proprio a causa del negato diritto di convocare assemblee e riunioni in orario di lavoro, del negato diritto di affissione e di esercizio e degli  altri diritti fondamentali  legati alla sottoscrizione del CCNQ.

NOI VOGLIAMO GIUSTIZIA PER TUTTO QUESTO!

Pertanto non si meravigli chi ci vede all’opera davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo a pochi giorni ormai (almeno questo dicono) dalla sottoscrizione definitiva del CCNQ sulle prerogative sindacali.

NOI ABBIAMO DECISO DI ANDARE AVANTI !

Lo facciamo perché vogliamo che siano le istituzioni Europee a valutare se quanto accade in Italia è rispettoso o meno dei diritti fondamentali dell’uomo e perché vogliamo fortemente, in caso contrario, che l’Italia venga condannata, come è giusto che sia, per chi ha subito danni e vessazioni sotto lo sguardo opportunista e tracotante di un sistema malato, che se da un lato fa le leggi dall’altro consente che le stesse restino inapplicate per lungo tempo.

In tutto questo, personalmente sono fiero di poter contare sul fermo appoggio e determinazione delle migliaia di iscritti e delle migliaia tra dirigenti sindacali ed attivisti che, a tutti i livelli e con il loro impegno quotidiano, fanno grande ed autorevole il nostro sindacato.

Lunga vita al Nursing Up

Il Presidente - Antonio De Palma

Associazione Nazionale
Sindacato Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica

CF: 96340350584