Menu principale:
Comunicati > Edicola nazionale
Otto ore per gli infermieri protesta Cobas sotto l'Asl
Fonte: Corriere del Mezzogiorno del 02/09/2008 ed. BARI p. 13
TARANTO - Prosegue il braccio di ferro tra il direttore della Asl di Taranto, Angelo Domenico Colasanto, che ha deciso di uniformare gli orari con il tetto massimo delle otto ore per turno, e i dipendenti turnisti che chiedono invece maggiore flessibilità. Per questo ieri mattina un centinaio di infermieri hanno manifestato sotto la sede della direzione generale di viale Virgilio. La richiesta che non pare abbia raggiunto alcun esito, è quella di permettere a chi lavora di notte nelle corsie di allungare l'orario di servizio per più di otto ore. Questo per consentire una migliore pianificazione lavorativa durante il giorno. Ma anche, se non soprattutto, per permettere ai pendolari la coincidenza con i mezzi di trasporto pubblico o, per chi viaggia con la propria auto, una più agevola e sicura mobilità. Per il manager della sanità ionica, non ci sono scelte. «Dobbiamo necessariamente allinearci alle disposizioni di legge e alla normativa europea - insiste Colasanto - che stabiliscono turni orari che non sforino le otto ore. E mi meraviglio - prosegue il direttore - che certi sindacati si dichiarino d'accordo con questo principio ma poi si rifiutino di rispettarlo: questa è anarchia». emmeno a discutere, insomma, ipotesi di flessibilità per determinati reparti così come avviene in altri presidi ospedalieri, anche grandi, della stessa regione. E' l'esempio fatto dal sindacato di categoria degli infermieri, Nursing Up, che in un comunicato elenca i casi di «realtà come il policlinico di Bari (Ematologia e il Centro trapianti di midollo) al Di Venere sempre a Bari, dove si effettuano turni oltre le otto ore» «Solo al San Paolo - prosegue la nota - vengono rispettati i turni con otto ore di servizio. Ma c'è ben altro si aggiunge - , molti presidi ospedalieri di Lecce come lo stesso Vito Fazzi adotta una turistica basata su 10 ore di notte. Potremmo fare ulteriori ricerche - prosegue la nota del sindacato autonomo degli infermieri - ma già sappiamo che in tutte le regioni italiane molti nosocomi effettuano turni di 9-10 ore di notturno». Il direttore Colasanto, da parte sua, si dice scettico. «Sfido chiunque dice - a farsi un giro di telefonate, anche a Bari, e scoprirà che è come dico io: non più di otto ore». Spingendo di più l'acceleratore, il numero uno della sanità in provincia di Taranto espone una sua tesi. «Io dico, e le leggi sono con me, che il lavoro notturno è usurante per cui non può essere fatto per più di otto ore. Se esistono reparti che ne fanno di più allora mi viene un dubbio: forse il loro è un lavoro meno gravoso di quanto non lo sia quello dei loro colleghi delle rianimazioni o delle terapie intensive dove da anni si rispetta questo limite». Comunque sia quella di ieri, la prima manifestazione pubblica contro l'attuale direzione della Asl, è è stata organizzata dai sindacati di base, i Cobas, gli unici, per ora, a scegliere questo tipo di protesta plateale. Molto più morbida, invece, se non assente, la reazione dei sindacati confederali, Cgil, Cisl e Uil, che si sono limitati a chiedere lo slittamento del nuovo piano sino a dicembre. Ipotesi accordata da Colasanto ma per un mese (settembre) e solo per i casi in cui il repentino cambiamento comporti problemi nei reparti. Nazareno Dino
Cure all'alba in corsia, è rivolta
Fonte: Corriere del Mezzogiorno del 26/08/2008 ed. BARI p. 13
Da settembre turno anticipato alle sei. Malati giù dal letto alle 5. La rivoluzione degli orari colpisce soprattutto i turnisti e i dipendenti pendolari. Oggi incontro siondacato-direzione
TARANTO - Dal primo settembre il turno di servizio degli operatori sanitari che lavorano nei reparti ospedalieri di tutta la provincia di Taranto, sarà anticipato di un'ora: alle sei anziché le sette come è stato sinora. Questo determina che tutte le attività alberghiere e terapeutiche nelle corsie avranno inizio alle cinque del mattino. A quell'ora l'alba non avrà fatto ancora capolino e gli ammalati dovranno rinunciare a quell'ora di riposo in più che avevano prima. Una rivoluzione degli orari, quella decisa dalla direzione generale della Asl di Taranto, che non piace a nessuno: ai dipendenti pendolari che dovranno rivedere il proprio sistema di mobilità, ma soprattutto ai pazienti che per bocca della presidente del Tribunale degli ammalati, Silvana Stanzione, parlano di "disumanizzazione degli ospedali". Storcono il naso anche i dirigenti medici, che dovranno rivedere tutti i piani di lavoro delle rispettive unità operative (lavoro raggiunto dopo anni di sperimentazione), con i quali era stato deciso, ad esempio, quanto fosse sbagliato, oltreché inutile, dare inizio alle attività di reparto quando è ancora buio. Un'abitudine "antica", modificata non molti anni fa (quindici anni quasi per tutti i presidi ospedalieri), che aveva uno scopo quando i ritmi di vita non erano come gli attuali scanditi da abitudini (tivù, mezzi di comunicazione) che hanno, di fatto, modificato il modo di concepire "la giornata " degli esseri umani Per questo tutti i turnisti della Asl di Taranto sono sul piede di guerra, incoraggiati anche dalla portavoce degli ammalati che promette battaglia. In movimento anche i direttori dei sei ospedali della provincia e i due del capoluogo che questa mattina si incontreranno con il direttore generale, Domenico Colasanto, per riferire i malumori del territorio. Sempre oggi e per lo stesso scopo, il manager ha in agenda un confronto con le organizazioni sindacali che sull'argomento stanno mantenendo un insolito profilo basso. Ad eccezione del sindacato degli infermieri, "Nursing Up" (fortemente rappresentato nella categoria) che ieri mattina, attraverso il segretario provinciale Raffaele Semeraro, ha già avuto un confronto scontro con il direttore Colasanto. Il dirigente del Nursing ha ricordato al management della Asl "i forti disagi che tale scelta procurerà sia sull'utenza, che sul personale pendolare costretto a viaggiare di notte, alcuni per lunghi tratti (una buona percentuale di infermieri proviene dalle vicine province di Lecce e Brindisi, ndc), con i rischi connessi a tali spostamenti al buio e spesso con la fretta di dare il cambio".Per chi gestisce la sanità nell'area ionica, si tratta solo di applicare i numeri contenuti in un decreto legislativo del 2001 che stabilisce invece "l'armonizzazione degli orari di servizio e di apertura degli uffici con le esigenze dell'utenza e con gli orari di servizio delle amministrazioni pubbliche dei paesi dell'Unione europea". Naturalmente tale normativa non dice a che ora devono essere svegliati gli ammalati per la prima compressina del giorno o per la misurazione della temperatura. A questo si arriva grazie alla fredda e inflessibile suddivisione delle 24 ore: tre turni di otto ore con inizio alle sei. Attualmente, grazie proprio a quella flessibilità frutto di conquiste di cui si parlava, la spartizione delle 24 ore avviene in maniera differenziata allungando, appunto, il numero di ore del turno notturno a vantaggio di ammalati e di chi viaggia. Un altro rischio legato a questo nuovo criterio di orari, riguarda l'organico del personale sempre fortemente carente di infermieri turnisti. Imporre i tre turni, come vuole il direttore della Asl, significa caricare di lavoro straordinario i reparti sotto organico (un gran numero) con la soppressione dei riposi compensativi che altre leggi e i contratti collettivi vietano. Nazareno Dinoi Angelo Domenico Colasanto, direttore generale della Asl. Il suo è un ritorno al passato
Medici in ferie, chiudono i reparti
FONTE: Corriere del Mezzogiorno del 06/06/2008 ed. BARI p. 7
Allarme al Policlinico, da luglio scatta il taglio dei posti letto. Mancano anche gli infermieri. Almeno quattro le cliniche destinate alla chiusura a partire da luglio
BARI - Chiusure e accorpamenti. Il Policlinico si prepara ad affrontare il periodo estivo e le ferie - e ad arginare la conseguente emorragia di medici e infermieri - riducendo il numero dei posti letto e tagliando per due mesi i reparti doppione. Il calendario delle chiusure forzate non è stato ancora presentato ai sindacati, ma a partire da luglio verranno accorpate le cliniche di ginecologia e ostetricia, neurologia e medicina interna. A seguire toccherà a ortopedia, otorinolaringoiatra, oculistica. Stamattina ci sarà un incontro tra i sindacati dei medici e la direzione generale, ma non è detto che si parli di piano ferie. «Quest'estate - lancia l'allarme Antonio Mazzarella, medico e sindacalista Cgil - sarà peggio degli anni precedenti. C'è un problema serio, il personale è ridotto all'osso. Purtroppo le malattie non vanno in ferie: a questo punto l'assistenza dovrà limitarsi alle urgenze, sospendendo l'ordinario.
Altrimenti non ce la facciamo, siamo già in affanno». Smpre stamattina, è previsto anche un confronto con una delegazione degli infermieri del Nursingup. Sono proprio gli infermieri a lanciare l'allarme: «Dopo anni di continuo impoverimento delle dotazioni organiche - è scritto in un documento presentato alla Regione - gli infermieri ritengono che non si possa continuare oltre. La cronica e grave carenza di personale - si legge nalla nota - ha delle ripercussioni sulla qualità delle cure ospedaliere, che possono tradursi in un aumento del rischio degli eventi avversi ed indesiderati per la salute dei pazienti ricoverati. Inoltre, siamo prossimi al periodo di ferie estive e i problemi gravissimi già esistenti diventeranno esplosivi». «Purtroppo - anticipa Michele Schinco, segretario regionale del Nursingup - anche quest'anno saranno inevitabili le chiusure di alcuni reparti. Bisogna fare i conti con i numeri», aggiunge il sindacalista. Gli infermieri hanno chiesto un'audizione alla commissione regionale sulla sanità «al fine di esporre, finalmente in un contesto qualificato, le istanze dell'intera categoria ». Getta acqua sul fuoco il direttore sanitario, Vitangelo Dattoli. «Si tratta - spiega - di una razionalizzazione delle degenze. Il ridimensionamento riguarderà l'area medica, mentre le urgenze verranno ovviamente garantite», precisa il dirigente. Significa che reparti come chirurgia e cardiologia non subiranno tagli o chiusure. L'attività non dovrebbe subire rallentamenti dovuti al numero esiguo di medici e infermieri in servizio. «Tra qualche giorno - prosegue il direttore sanitario - concorderemo con i sindacati e presenteremo il piano d'accorpamento. La razionalizzazione è stata studiata tenendo in considerazione i dati e i flussi epidemiologici. Di conseguenza - prosegue - non ci saranno ripercussioni sulla qualità delle cure». Vincenzo Damiani
ANDRIA 29.05.2008
ANDRIA 29.05.2008
PUGLIA - "VITTORIA SU TUTTI I FRONTI " Accolte di gran carriera le richieste del Nursing-Up!!! Sciopero di 48 proclamato dal Nursing-Up: strautture paralizzate e grave disagio per l'Azienda.
GLI INFERMIERI DELLA ASL BAT HANNO VINTO
Lo stato di agitazione conseguente alla revoca dell'istituto delle prestazioni aggiuntive da parte della Direzione generale, atto unilaterale con il quale l'Azienda ignorava totalmente il disagio degli infermieri derivante dalla grave carenza di organico, ha sortito gli effetti sperati. A seguito dello sciopero del 28.04.08 e dello sciopero di 48 ore del 28 e 29 maggio c.a., l'amministrazione ha finalmente accolto le istanze degli infermieri. In data odierna, l'azienda, con un provvedimento urgente, ha adottato le seguenti decisioni:
Il Nursing up ringrazia tutti gli infermieri che hanno creduto nella legittimità delle rivendicazioni aderendo alle iniziative di lotta che hanno permesso questo risultato. Il sindacato comunica sin d'ora che, nell'immediato vigilerà sulla corretta applicazione dei provvedimenti di cui sopra, e che, nel prosieguo, si batterà fino in fondo per l'ottenimento di una dotazione organica in linea con i reali carichi di lavoro. IL COORDINAMENTO AZIENDALE NURSING UP
«Nessun accorpamento»
FONTE: La Gazzetta Del Mezzogiorno del 18/05/2008 ed. Nord Barese p. 85
Negata anche la chiusura temporanea di alcuni reparti del «Bonomo»
La direzione generale della Asl bat ha replicato a quanto sostenuto nei giorni scorsi dal sindacato infermieri Nursing Up: non è stata programmata alcuna sospensione dei servizi ospedalieri. Il sindacato degli infermieri, infatti, aveva lanciato un allarme: dal 1 giugno all'ospedale «Bonomo» verranno accorpati alcuni reparti per permettere agli infermieri, in numero nettamente inferiore a quanto previsto dallo stesso organico della Asl, di andare in ferie. La direzione generale della Asl bat ha, invece, precisato che «Per l'ospedale "Bonomo" di Andria così come per tutti gli altri ospedali del territorio, non è stata programmata alcuna sospensione dei servizi ospedalieri. Non sono quindi previste chiusure di reparti o accorpamenti». La direzione generale ha anche annunciato che «La prossima settimana il direttore sanitario della Asl bat, Nicola Silvestri, incontrerà tutti i direttori sanitari degli ospedali della sesta provincia per avere il quadro completo della situazione e per programmare le dovute vacanze estive in maniera tale da non arrecare alcun danno ai pazienti». Va registrato, poi, il fatto che il direttore generale della Asl bat, Rocco Canosa, ha convocato per giovedì 22 maggio tutti i sindacati della delegazione trattante per illustrare le iniziative già assunte e da assumere per incrementare il personale infermieristico in tutte le strutture del territorio. E a tal proposito il direttore generale Rocco Canosa ha stigmatizzato con una dichiarazione l'atteggiamento del sindacato degli infermieri: «Nursing Up è caratterizzato da scarsa collaborazione ed è teso a creare solo panico tra gli utenti e gli operatori». E a proposito di Nursing Up, va ricordato che uno dei responsabili del sindacato infermieri, Emanuele Sgarra, aveva anche prodotto un'analisi sulla situazione degli infermieri sotto organico nella intera Asl: «L'Organizzazione mondiale della sanità chiede, riguardo alla popolazione, l'impiego del 7 per mille di infermieri. È evidente che essendo 400 mila i cittadini dei dieci comuni della bat provincia, gli infermieri dovrebbero essere circa 2.800. La previsione della pianta organica della Asl bat, recentemente approvata dalla Regione Puglia, di infermieri ne prevede 1.700. In servizio, invece, attualmente, ci sono solo 900 infermieri. I calcoli sono presto fatti: mancano 1.900 infermieri rispetto alla stima dell'Oms e 800 rispetto a quanto ritenuto necessario dalla stessa direzione generale della Asl bat. Cioè siamo a un terzo o a metà di quelli che in realtà sono necessari». MICHELE PALUMBO l
In vista dell'estate si ripropone il problema degli organici inadeguati
Il sindacato "Nursing Up" contesta l'accorpamento dei reparti deciso dalla Asl - Sgarra: "Impressionante la carenza di personale" MICHELE PALUMBO FONTE: La Gazzetta del Mezzogiorno - Andria 16.05.2008
Il comitato direttivo di Nursing Up, il sindacato degli infermieri, infatti, ha lanciato un allarme: "Il direttore sanitario e i primari di reparto del "Bonomo" hanno deciso che dal 1 giugno, ritorna per il secondo anno consecutivo il triste e dannoso rito dell'accorpamento dei reparti per permettere agli infermieri di usufruire delle ferie estive". Persistendo la carenza di infermieri, dunque, quando nei vari reparti andranno in ferie, non essendoci la possibilità di sostituirli si accorperanno alcuni reparti e questo provocherà, naturalmente, disagi ai cittadini-pazienti. Emanuele Sgarra, del comitato direttivo Nursing Up, ha spiegato il perché: "I reparti di chirurgia plastica, otorino e oculistica, esporranno praticamente il cartello "chiuso per ferie": il personale infermieristico di quei reparti verrà deportato in altri reparti, ci sarà la perdita di 20 posti letto. E, naturalmente, la perdita di posti letto provocherà all'Azienda sanitaria locale bat lo scontatissimo aumento della costosissima mobilità passiva". Vale a dire: i pazienti dovranno andare in altri ospedali o città e questo avrà per la Asl un chiaro costo. Sgarra ha posto a tal proposito alcune domande: "Tutto questo è normale? Cos'è un ospedale? A cosa la dirigenza stanno riducendo l'ospedale di Andria in particolare e in generale tutti gli ospedali dell'azienda? È questa la considerazione che si ha degli infermieri? ". I sindacalisti di Nursing Up ritengono la situazione molto grave. E altre domande sono state poste: "Dov'è e cosa dice la classe medica ospedaliera e aziendale? I cittadini hanno diritto di parola? È giusto che l'ospedale di Andria abbia solo 7 o 8 posti letto per la Chirurgia e per l'Urologia? E, addirittura, 3 o 4 posti letto rispettivamente per Otorino, Oculistica, Chirurgia plastica, non dimenticando che per quest'ultimo reparto c'è la particolarità che è l'unico in tutta l'azienda? La conclusione dovrebbe essere una sola, chiara, precisa, razionale: l'ordine di accorpare i reparti deve essere immediatamente revocato". E per sottolineare questa richiesta di revoca dell'accorpamento, si sa già che gli infermieri stanno predisponendo nuove giornate di sciopero e proteste clamorose e simboliche per far capire che la situazione non va assolutamente sottovalutata. A Emanuele Sgarra (che è anche assessore comunale alle Politiche sociali), proprio per rendere chiara qual è la situazione degli infermieri nella Asl bat, quella della sesta provincia, abbiamo chiesto di darci i numeri sul reale e su quello che dovrebbe essere l'ideale. "L'Organizzazione mondiale della sanità - ha dichiarato Sgarra - raccomanda rispetto alla popolazione, l'impiego del 7 per mille di infermieri. Essendo 400 mila i cittadini della bat provincia, gli infermieri dovrebbero essere circa 2.800. La previsione organica della Asl bat, recentemente approvata dalla Regione, ne prevede 1.700. In servizio, attualmente, ci sono 900 infermieri. I calcoli sono presto fatti: mancano 1.900 infermieri rispetto alla stima dell'Oms e 800 rispetto a quanto ritenuto necessario dalla stessa direzione generale della Asl bat. Sono numeri che parlano da soli". Numeri che parlano da soli, certo, drammaticamente da soli. Ma un piccolo commento ci sentiamo di farlo, sempre grazie ai numeri: la situazione è tale, nelle città della bat, che là dove ci vorrebbero tre (Oms) o due (Asl) infermieri, ce n'è uno solo. È bene che i cittadino lo sappiano.
Gli infermieri si fingevano parenti dei malati
FONTE: Corriere del Mezzogiorno del 14/05/2008 ed. BARI p. 7
In questo modo eludevano i controlli e intascavano soldi per l'assistenza - La direzione dell'ospedale ha avviato un'indagine interna. Schinco, del sindacato: "Fatto grave"
BARI - Ripongono il camice d'ordinanza negli armadietti e si fingono parenti dei ricoverati, eludendo così i controlli. In questo modo, gli ausiliari e gli infermieri riuscirebbero - senza dare nell'occhio - a fare assistenza notturna ai pazienti dietro il pagamento di una tariffa. Un comportamento moralmente scorretto quanto illegale. E' questo uno dei retroscena emersi dallo scandalo infermieri al Policlinico. La direzione sanitaria dell'ospedale ha avviato un'indagine interna in tutti i reparti per smascherare chi se ne approfitta. Sulla vicenda, presto, potrebbe intervenire anche la magistratura barese. Il meccanismo è semplice: approfittando del divieto per i familiari di restare in ospedale durante la notte (se non con l'autorizzazione della direzione sanitaria), alcuni dipendenti si offrirebbero di vegliare sul paziente, ma solo a pagamento. Trattamenti di riguardo in cambio di 50 o 80 euro, da versare sottobanco. Ovviamente nessuna pubblicità, ci si affida al passaparola tra i parenti. Trascorsa la notte, l'operatore sanitario di turno va a battere cassa lontano da occhi indiscreti. La prima segnalazione è giunta alla direzione ospedaliera cinque-sei mesi fa da Medicina interna. Nei primi giorni di maggio l'episodio si è ripetuto, questa volta a Chirurgia. "Se fosse confermata - commenta Michele Schinco, presidente regionale del sindacato degli infermieri, NursingUp - saremmo di fronte ad una situazione incresciosa e da condannare. Comunque, spesso non si tratta di infermieri bensì di ausiliari". Schinco, però, ammette che qualcosa si vociferava. "Tanti colleghi - spiega - mi domandano se possono svolgere attività da libero professionista e come devono comportarsi. Io, ovviamente, li blocco. Poi ognuno si assume le proprie responsabilità, conoscendo bene i rischi che corre". Ieri, interpellato dal Corriere del Mezzogiorno, il direttore generale del Policlinico, Antonio Castorani ha ammesso: "Siamo dinanzi ad un fatto molto grave, un caso delicato sul quale faremo luce". Le difficoltà, però, non mancano. "C'è un clima di omertà - ha spiegato il manager - che intralcia l'indagine interna". Il sindacato si dice pronto a collaborare, ma nel frattempo punta l'indice sulla carenza degli organici e la precarietà di gran parte dei dipendenti. "Questa distorsione del sistema - ribatte Schinco - è favorita dal numero ridotto di infermieri. Se la pianta organica fosse al completo, non ci sarebbe spazio per i furbi e i vuoti nell'assistenza sarebbero colmati regolarmente". Proprio ieri, il sindacato ha chiesto l'intervento del presidente della terza commissione consiliare sulla sanità, Leonardo Marino. "Dopo anni di continuo impoverimento delle dotazioni organiche negli ospedali - si legge nel documento ufficiale - gli infermieri pugliesi ritengono che non si possa continuare oltre. Il lavoro negli ospedali è aumentato a dismisura sia per quantità che per qualità. Operare in sala operatoria o in rianimazione, in terapia intensiva cardiologica o nel centro di dialisi, dove la posta in gioco - più che in altri reparti è la vita del paziente, richiede un'elevata soglia di attenzione da parte del personale adibito. Ma l'attenzione cala pericolosamente quando si è costretti a lavorare per 16 ore di fila". Un attacco duro in vista dell'arrivo dell'estate, quando i dipendenti vanno in ferie e diminuisce la forza lavoro. "La cronica e grave carenza di infermieri - si legge - abbassa la qualità delle cure ed eleva il rischio degli eventi avversi per la salute dei cittadini ricoverati ". Vincenzo Damiani Preoccupato Il direttore generale del Policlinico, Antonio Castorani, ha lanciato l'allarme omertà sullo scandalo infermieri
ARCHIVIO
14.05.2008
ROMA - La lotta per i diritti degli infermieri continua, contro l'ottusità istituzionale il Presidente proclama 48 ore di sciopero nell'Azienda "BAT" della regione Puglia. La sede nazionale proclama una seconda iniziativa di sciopero della durata di 48 ore del personale dell’area infermieristica operante nell’Azienda sanitaria locale “ BAT ” del comparto della sanità pubblica - Regione Puglia, nell’ambito della medesima vertenza di cui alla giornata di sciopero realizzata in data 28.04.08 - ai sensi e per gli effetti dell’art 5, comma 11 del CCNL 20 settembre 2001 – comparto sanità e della Legge 12 giugno 1990, n 146 come modificata ed integrata dalla legge 11 Aprile 2000 n 83 [.. continua..]