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NURSING UP CAMPANIA ALLA CORTE DEI CONTI SULLA RESPONSABILITA’ ERARIALE

 

 Associazione Nazionale SINDACATO Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica SEGRETERIA REGIONALE

 

 

 

ALL’UFFICIO REGIONALE DELLA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE DELLA CAMPANIA

             Al Direttore Generale A.S.L. NA 1 Centro DOTT. M. FORLENZA

                                                             AL Direttore Amm. A.S.L. NA 1 Centro DOTT. S. GUETTA

                                                              Al Collegio dei Revisori dei Conti A.S.L NA 1 Centro

 

 

Oggetto: La Responsabilità Erariale per danni da contrattazione illegittima nella P.A.

 

Il danno da Contrattazione Integrativa e non solo (scaturita da accordi tra OO.SS. ed Amministrazione) in attuazione de l’art. 40, comma 4 del D. lgs . 30 Marzo 2001, n 165  che dispone che le pubbliche amministrazioni adempiono agli obblighi assunti con i contratti collettivi nazionali o integrativi dalla data della sottoscrizione e ne assicurano l’osservanza nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti. Tale previsione assicura una efficacia erga omnes del contratto collettivo del settore pubblico: infatti l’estensione della contrattazione ai lavoratori deriva da tale obbligo di legge, nonché da quello di garantire la parità di tutti i dipendenti previsto dall’art 45 comma 2 del D. lgs. n 165 del 2001.

Il comma 3-quinques del citato articolo 40 sancisce l’impossibilità per le pubbliche amministrazioni di sottoscrivere in sede di decentrata accordi integrativi in contrasto con i vincoli risultanti dai contratti collettivi nazionali, o che disciplinano  materie non espressamente delegate a tale livello negoziale, o che comportino oneri non previsti negli strumenti di programmazione annuale e pluriennale. La Violazione del suddetto divieto e sanzionata con la nullità delle clausole difformi, cui si aggiunge la loro sostituzione ai sensi degli artt. 1339 e 1419, comma 2 del Codice Civile.

La prevalenza del contratto collettivo nazionale su quello di livello decentrato intende scongiurare taluni rischi del decentramento contrattuale, quali la creazione di differenziali salariali non collegati con una maggiore produttività nell’ambito dello stesso comparto e la perdita di controllo delle dinamiche retributive.

Nell’ipotesi di sottoscrizione ed esecuzione di accordi collettivi decentrati difformi dalle previsioni dei contratti collettivi nazionali si e posto in tempi recenti il problema della responsabilità erariale per i danni arrecati alle amministrazioni.

Tale problema era stato oggetto nel 2003 di un parere dell’Avvocatura Generale dello Stato al Dipartimento della Funzione Pubblica che aveva posto all’organo di difesa erariale un quesito riguardo all’esatta estensione della responsabilità in presenza di un contratto collettivo decentrato dichiarato nullo per contrasto con le clausole del contratto collettivo  nazionale, ovvero di contratto collettivo integrativo, che, seppur dichiarato nullo, venga  considerato fonte di danno patrimoniale per l’Azienda nella misura in cui, caratterizzandosi, per gravi scostamenti rispetto alle previsioni del contratto collettivo nazionale, finisca per tradursi nell’erogazione di particolari benefici al personale senza alcun ritorno in termini di utilità corrispettiva all’Azienda datrice di lavoro.

L’Avvocatura aveva risposto che in tali ipotesi possono essere chiamati a rispondere dinanzi alla magistratura Contabile i soggetti interessati che direttamente per l’Amministrazione hanno condotto la trattativa e stipulato gli accordi nonché le figure Dirigenziali cui incombe l’obbligo di non dare applicazione ai contratti o accordi difformi dalle previsioni dei contratti collettivi nazionali.

La questione e stata affrontata in modo ampio ed articolato nel 2006 dalla Sez. Giurisdizionale per la Lombardia della Corte dei Conti che ha condannato taluni pubblici funzionari a diverso titolo, per aver formato ed eseguito accordi in parte nulli (in quanto in contrasto con i vincoli dichiarati dal Contratto Nazionale) che aveva previsto per tutti i dipendenti l’erogazione dello stesso trattamento retributivo a fronte di un minore apporto lavorativo (reperibilità  erogate al personale in servizio all’Ospedale del Mare afferenti a servizi o Unità Operative non in h 24).

Una condotta dannosa per le casse pubbliche può trarre origine da accordi che sono forieri di danno erariali, accordi non conformi alla norma o a sovrastanti fonti negoziali. La sentenza afferma, pertanto che il danno erariale patito dall’Azienda e ascrivibile ai rappresentanti di parte pubblica firmatari di accordi illegittimi.

Le Sezioni Unificate della Cassazione per evitare il rischio di una sostanziale svuotamento o almeno di una grave indebolimento della giurisdizione contabile, hanno avallato l’ampliamento della giurisdizione anche nei confronti soggetti estranei all’amministrazione danneggiata, ma inseriti a qualsiasi titolo nell’apparato organizzativo pubblico ed investiti autoritativamente o convenzionalmente.

LaSuprema Corte nell’ambito di un regolamento di giurisdizione ha di recente affrontato la questione della sussistenza di rapporto di servizio tra le delegazioni sindacali firmatarie di accordi non rispondenti al dettato espresso dall’Accordo CollettivoNazionale  di Lavoro.

Alla luce di quanto da questa Organizzazione Sindacale dichiara, chiede una immediata verifica di tutti gli accordi che negli anni si sono prodotti, la loro appropriatezza da un punto di vista organizzativo e gestionale nella pianificazione del miglioramento degli standard quali-quantitativi assistenziali e miglioramento dei LEA

Il  Nursing-Up chiede formale riscontro ai sensi della legge 7 / 8 / 1990  n. 241, nei termini perentori della stessa, in uno a voler trasmettere il nominativo del funzionario responsabile del procedimento amministrativo, conseguente a tale richiesta, al fine di individuare ipotetiche e precise responsabilità, ritenendo nella fattispecie che la mancata risposta, per il suo silenzio configura l’ipotesi di reato di omissione di atto d’ufficio art. 328, comma 2 del Codice Penale i cui profili sono chiariti dalla sentenza della Cassazione VI penale del 22 /10 /2015 n. 42610 che tiene specificatamente conto dell’inerzia del funzionario, che finisce per rendere poco trasparente l’attività amministrativa, riservandosi, infine di sottoporre, in mancanza l’intero carteggio alle Procure competenti.

Associazione Nazionale
Sindacato Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica

CF: 96340350584