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NURSING UP: POLO MATERNO INFANTILE IMPACCHETTATO ALL’H. DEL MARE

 

NURSING UP SEGRETERIA REGIONALE CAMPANIA

 

Al Dipartimento della Funzione Pubblica

Direzione Generale della programmazione sanitaria

All’Illustrissimo Sig. Prefetto di Napoli

All’Ufficio Giurisprudenziale della Corte dei Conti della CAMPANIA

Al Direttore della Direzione Generale per la Tutela e il Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale

Al Collegio dei Revisori dei Conti A.S.L. NA 1 Centro

Al Direttore Generale A.S.L. NA 1 Centro

Al Direttore Amm. A.S.L. NA 1 Centro

 

Oggetto: Riorganizzazione della rete Ospedaliera

 

Da settimane i media locali e Nazionali riportano gli avvenimenti della Sanità Campana ed in particolare quella della Città di Napoli. Con i recenti fatti accaduti sono affiorate tutte le disfunzioni della rete Ospedaliera e territoriale, che non riesce più a rispondere alle esigenze assistenziali dei cittadini, come se il sistema sanitario non fosse più in grado di erogare salute.

Se é pur vero che il riparto del  Fondo Sanitario  Nazionale ha penalizzato la Campania facendo perdere allo stesso servizio sanitario quel principio universalistico e di solidarietà, per cui non si è riusciti a dare quell’impulso necessario alla riorganizzazione dei servizi sanitari che sarebbe dovuta arrivare anche attraverso nuovi modelli organizzativi, sia attraverso il territorio che negli Ospedali.

Oggi invece si e sviluppata una stratificazione disomogenea, una sorte di “Torre di Babele“ che risulta assai difficile da abbattere, ma su cui si continuano a sovrapporsi errori e aberrazioni. Ecco cosa risulta essere in questo momento storico la A.S.L. NA 1 Centro, percorsa da una carenza di programmazione, di capacità organizzative, di pianificazioni di percorsi.

La carenza di questi principi elementari di organizzazione e pianificazione, accompagnata dalla carenza di personale la mancanza di una reale ed effettiva ricognizione dello stesso personale appartenente al comparto che all’area della Dirigenza medica che a nostro parere porterebbe a recuperare una fetta sostanziale di lavoratori da destinare all’assistenza ed oggi parcheggiata in posti non corrispondenti ai propri profili professionali ha avuto una sorta di effetto domino sulla caduta e mantenimento dei L.E.A.

Le strutture sanitarie versano nel degrado, lo stato dei luoghi che accolgono Unità Operative Complesse non rispecchiano i requisiti normativi vigenti. Carente e il servizio di Emergenza Territoriale le ambulanze a disposizione risultano al di sotto di quelle necessarie, senza contare che manca un sistema informatico all’altezza dei tempi. Passando dal Don Bosco al Pellegrini e il Loreto Mare, (tralasciando gli Incurabili ed Ascalesi che pure presentano un costo di gestione) fino al San paolo il personale tra carenze croniche e quelle acute è costretto a fare i salti mortali per garantire un’assistenza dignitosa ai cittadini utenti.

E ricordiamo che la gestione di questi Presi resta affidata a dirigenti medici facenti funzioni. La mancanza di un Atto Aziendale necessario al ridisegno delle politiche Aziendali quindi al ridisegno dell’assetto dei servizi e alla funzionale articolazione delle Unità Operative Complesse e Semplici. Non ci volevano gli Ispettori Ministeriali per tracciare un’analisi dello stato dell’arte di questa Azienda, bastava che qualche solerte dirigente leggesse i nostri documenti le dichiarazioni fatte agli organi di stampa per capire in quale direzione stesse per cadere la nostra rete assistenziale.

Il Direttore Generale Della A.S.L. Più Grande D’Europa E Soggetto All’osservanza Del Piano Di Rientro A Cui É Soggetto E Non Può Consentire Che Si Applica Una Sanità Schizofrenica, Migliaia Di Euro Spesi Per La Ginecologia Ed Ostetricia Allocata All’Ospedale Del Mare, Un Polo Materno Infantile Con 48 Posti Letto, 4 Sale Parto, Terapia Intensiva Neonatale, Lactarium, Nido. Tutto Pronto Con Cullette, Incubatrici, Le Postazioni Rianimatorie Neonatali.

Tutto questo smantellato, milioni e milioni di euro spesi senza contare quanto costerà spendere al Loreto Mare dove dovrebbe essere trasferito il polo materno infantile. Il Nursing-Up chiede al Sig. Prefetto di Napoli di intervenire perché resta inammissibile uno spreco di pubblico danaro che questa città non può permettersi di buttare, chiede al Dipartimento della Funzione Pubblica un intervento immediato presso la struttura commissariale della regione campania affinché si ponga fine a questa emorragia di denaro pubblico perché queste scelte devono necessariamente una logica che questa Organizzazione vuole assolutamente conoscere. Si chiede inoltre l’intervento del collegio dei Sindaci perché queste spese vanno ad iscriversi nel Bilancio Preventivo e Consuntivo della A.S.L. NA 1 Centro.

Il Nursing-Up chiede formale riscontro ai sensi della legge 7 / Agosto /1990  n. 241, nei termini perentori della stessa, in uno a voler trasmettere il nominativo del funzionario responsabile del procedimento amministrativo, conseguente a tale richiesta, al fine di individuare ipotetiche e precise responsabilità, ritenendo nella fattispecie che la mancata risposta, per il suo silenzio configura l’ipotesi di reato di omissione di atto d’ufficio secondo l’art 328 comma 2 del Codice di Procedura Penale.

 

IL COORDINATORE ASL NA 1 CENTRO

IL RESPONSABILE TERRITORIALE

IL SEGRETARIO REGIONALE

Associazione Nazionale
Sindacato Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica

CF: 96340350584