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Nursing Up Sardegna: Nasone sulla Sospensione indennità economiche

 

Il Segretario Provinciale Nursing Up Alessandro Nasone sulla Sospensione Indennità economiche Personale Infermieristico ATS

 

Riportiamo di seguito il testo della nota rilasciata dal Segretario Provinciale dell’Associazione nazionale sindacato professionisti sanitari della funzione infermieristica Nursing Up Alessandro Nasone:

Con la delibera n° 79 del 28 febbraio 2017, l’ATS ha deciso in maniera unilaterale di sospendere l’erogazione delle indennità art 44 del CCNL 1995 del Comparto Sanità, detta di “terapia Intensiva” in alcuni reparti fra cui il 118 e il Pronto soccorso e l’indennità detta di “malattie infettive” a molti servizi tra cui il Serd. Tutto ciò in applicazione ad un controverso articolo della legge brunetta che dice tutto ed il contrario di tutto.

Abbiamo sollevato questo problema sia lo scorso mese di marzo sia ad aprile in Assessorato alla Sanità dove l’assessore si era impegnato di convocare presto un tavolo concertativo per discutere della problematica. Il tavolo è stato sì convocato ma a Sassari alla presenza del solo Direttore Amministrativo Lorusso che ha potuto solo prendere atto delle osservazioni dei Sindacati pigliando solo l’impegno di non procedere al recupero delle somme, che i dipendenti, secondo loro, hanno percepito indebitamente dal 2010 (quasi 6000 euro a testa)

A fine aprile è stata recapitata una lettera ai Dipendenti di Ats e ai Sindacati dove in tutte le ASSL della Sardegna venivano sospese le indennità di terapia intensiva, sub intensiva e malattie infettive nei reparti non ricompresi nell’art 44 del CCNL 1995. Tale sospensiva se prima veniva giustificata con l’art 54 del DLGS 150 del 2009, è ora invece giustificata dalla delibera 47/42 del 30 ottobre 2010 che definisce i requisiti minimi generali per l’esercizio dell’unità operative ospedaliere e territoriali.

Con molto piacere, constatiamo come ora la delibera 47/42 viene utilizzata con precisione chirurgica per andare contro il personale dipendente, ma essa non è e non è mai stata tenuta in considerazione quando noi sindacati chiedevamo la sua attuazione completa nel momento in cui denunciavamo e denunciamo la scarsità del personale nei reparti H24.

Le Indennità ora sospese sono frutto di processi negoziali derivati da accordi sindacali vecchi di almeno 12 anni, accordi presi in assenza di risorse aggiuntive della Regione; accordi sottoscritti in un momento in cui i sindacati e le Asl sarde cercavano la soluzione per arginare la fuga degli infermieri dai reparti “pesanti” ed incentivare cosi il loro lavoro. Una soluzione condivisa in tutta la Sardegna; stiamo parlando di circa 80 euro mensili, piccole cifre certo ma che in uno stipendio basso come quello di un infermiere porta comunque un po’ di ossigeno.

Abbiamo sentito varie volte il nuovo direttore generale di Ats parlare di investimenti sul personale, su un aumento economico dei fondi della produttività e della parte variabile, in quanto a suo dire i fondi del personale sanitario sardo sono i più bassi d’Italia. Bellissime parole, condivisibili pure, che accendono le speranze delle platee in cui si va a parlare, ma che stridono con i fatti, con la tagliola degli uffici amministrativi che seguendo le indicazioni, bloccano e sospendendo queste indennità.

Se si vogliono tagliare gli sprechi in Sardegna certamente non si deve iniziare con gli stipendi dei dipendenti ma andando a stanare e colpire altri sprechi.

Tutto ciò fa a cazzotti con ben altre situazioni, dove alcuni dirigenti prendono altissimi premi di produttività nonostante il loro stipendio sia ben più alto di quello di un Infermiere.

Uno dei tanti esempi sono le determine della Asl di Sassari, una è la 859 del 30 agosto del 2016 e l’altra determina, in piena era ATS, è la 65 del 3 marzo 2017. Determine degli affari generali dell’Asl di Sassari che elargiscono, una circa 51.000 euro e l’altra circa 42.000 auro ai due dirigenti avvocati. Somme che sono il premio per le cause vinte come da regolamento interno firmato nell’ultimo periodo commissariale, nonostante, ripeto, gli avvocati prendano già uno stipendio da dirigente.

Non vogliamo entrare in merito se l’elargizione di tali cifre sia giusta o meno, ma certamente sono un pugno negli occhi rispetto agli 80 euro mensili che l’Ats di contro sospende agli infermieri.

La giustificazione è che gli avvocati, nonostante siano pagati per fare questo, hanno fatto risparmiare l’Asl? e allora cosa dovremo dire degli Infermieri che durante il loro lavoro salvano vite insieme ai medici?

La cosa fastidiosa di tutta questa vicenda è il sistema dei due pesi e delle due misure. Dove una parte più debole deve soccombere alle scelte dei tagli mentre ai dirigenti si elargisce un premio che è ben superiore allo stipendio annuale (di decine di migliaia di euro) di un Infermiere di pronto Soccorso, che lavora H24 e spesso prende “schiaffi” dai pazienti, colpevole soltanto di essere il front office di una burocrazia inefficiente che lascia spesso soli il personale sanitario.

Chiediamo perciò un incontro urgente in Assessorato alla presenza dell’on. Arru per discutere delle indennità sospese e trovare una soluzione condivisa ma anche per capire come il Direttore Generale voglia aumentare i fondi per la produttività e la parte variabile del comparto; chiediamo inoltre anche un confronto sulle due determine dell’Assl di Sassari che hanno elargito quasi 100.000 euro a due avvocati dipendenti e stipendiati.

 

Sassari 15.05.2017

 

Il Segretario Provinciale Nursing Up

Alessandro Nasone

Associazione Nazionale
Sindacato Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica

CF: 96340350584