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NURSING UP LAZIO SULLA STABILIZZAZIONE DEI PRECARI AL POLICLINICO TOR VERGATA

 

Il policlinico di Tor Vergata di Roma ha pubblicato un bando sul BURL N.67 supplemento n. 1 del 22/08/2017, finalizzato alla stabilizzazione dei precari, infermieri!

La stabilizzazione dei precari non è la soluzione! Ben contenta per i colleghi ma, non aumenterà le risorse umane degli ospedali. Stabilizzare e favorire il precariato di sicuro non è la soluzione, basti pensare che i precari che vinceranno questo concorso definito da loro “procedura selettiva” fanno già parte della pianta organica e quindi il personale mancherà sempre e comunque. Si lavorerà sempre peggio perché i colleghi continueranno ad andare in pensione e nessuno ricoprirà il loro posto.

Ogni collega che va in pensione, lascia delle fasce economiche alte, che reinvestite in personale giovane, e in fascia bassa, comunque rappresenterebbe un risparmio. …ma la Regione non è contenta!

Le procedure di stabilizzazione, in assenza di un concorso pubblico, significa “stabilizzare nella condizione di precari”, i colleghi assunti, a Giubileo inoltrato, nei vari ospedali del Lazio, sono l’emblema del provvisorietà! Loro, questi ultimi, tra l’altro, non potranno “vantare o ostentare” 36 mesi da precari, per ambire a qualche diritto!

Si parla di stabilizzazioni? Però si crea altri precari? Il trionfo del paradosso? Una bizzarria tutta nostrana!

Nel frattempo si impedisce i trasferimenti di colleghi in ruolo, che andrebbero a rinforzare, volentieri, la penuria di personale nel Lazio!

Le direttive della Regione Lazio osteggiano anche i trasferimenti contestuali. Chiunque abbia scritto la direttiva, pretenderebbe, che una volta reperito il cambio contestuale, deve poi verificare se ci siano altri interessati. Fortunatamente pochi Direttori Generali accettano questa brillante direttiva.

Nel Lazio, a differenza di altre regioni, vengono osteggiati anche i cambi a tre unità. Una brillante soluzione, che non ha trovato opposizione in altre Regioni.

Nel Lazio, in barba all’art. 97 della Costituzione, si dovrebbe assumere attraverso pubblico concorso.  Ciò nonostante esistono molti modi per inquadrare gli esseri umani che popolano le strutture sanitarie.

Ogni volta che penso di averle sentite tutte, mi stupisco, scoprendo altro! Avete ascoltato i mass media che descrivono numerose nuove assunzioni. Credo che una parte di questo “miracolo” lo dobbiamo ai contratti denominati “Garanzia Giovani”.

I colleghi, per poter accedere a questo, ambito posto di lavoro, debbono dichiararsi: “Disoccupato/inoccupato/Svantaggiato/portatore di handicap”. I ragazzi dovevano essere iscritti all’ufficio di collocamento per poi essere cancellati.  Il tirocinio/assunzione degli infermieri, avveniva sotto la definizione di “tirocinio retribuito”. Benché gli infermieri, per essere definiti tali, debbono fare 1800 ore di tirocinio, durante il percorso universitario, e un esame di abilitazione presso il collegio degli infermieri. L’assunzione/tirocinio dovrebbe essere retribuito con 500 euro al mese, ma non tutte subito!!! Troppa grazia?  Chi assume i colleghi infermieri? Un associazione culturale …., quindi non una clinica, o un ospedale pubblico? Perciò ottime le prospettive per il futuro??? L’associazione, retribuirà, gli infermieri 200 euro al mese,  mentre gli altri  300 dovrebbero essere corrisposti dalla regione Lazio, e/o dai contribuenti! I colleghi mi dicono che i 300 euro promessi dalla Regione si percepiscono dopo aver “resistito” almeno 3 mesi.

Il tirocinio poteva essere svolto previa domanda alla regione Lazio, ma, anche a seguito del  versamento di una quota divisa in due rate (450 euro in tutto), per un corso obbligatorio, di due giorni.

Il tirocinio era strutturato presso il policlinico Casilino. I ragazzi che aderiscono al contratto Garanzia Giovani, possono lavorare 98/140 ore al mese, non di più. Vale a dire 2/1,40 l’ora, durante il tiocinio retribuito non si possono frequentare corsi universitari.  Ovviamente, tale tirocinio, non può essere spendibile, non può essere valutato nel curriculum, per un concorso pubblico.

I colleghi mi riferiscono di aver lavorato realmente, l’attività svolta non era, esattamente, un tirocinio.

Alcuni colleghi, mi hanno riferito di non aver mai ricevuto, la parte che avrebbe dovuto corrispondere la Regione Lazio.

Quanto tempo dovranno aspettare, ancora, i professionisti della sanità, prima di acquisire un contratto di lavoro dignitoso?

 

Roma, 18 settembre 2017

 

Coordinamento Regionale Nursing Up Lazio

 

Laura Rita Santoro

Associazione Nazionale
Sindacato Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica

CF: 96340350584