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«Infermieri di serie A, pagati da serie B» Il riscatto della categoria: «Mai così preparati, indispensabili per l’aumento dei nuovi anziani»

TRENTO. «La presa di posizione del presidente dei medici Ioppi contro gli “infermieri-medici” è fuori luogo: la realtà è che ci sarà bisogno di entrambi, chiamati a far fronte a una vera e propria emergenza demografica legata all’invecchiamento della popolazione». Ne è convinto Cesare Hoffer, di Nursing Up, impegnato anche al tavolo tecnico scientifico per la professione infermieristica.
Hoffer, gli infermieri hanno un ruolo sempre più importante nella sanità pubblica. Che risponde a chi teme una sanità di serie b?
Che si tratta di una vera e propria eresia. Gli infermieri moderni sono laureati e formati per essere professionisti sanitari che - giusto per essere chiari - rispondono del proprio operato anche in sede civile e penale. Ci sono studi scientifici che dimostrano - dati alla mano - i benefici per i pazienti grazie a queste nuove figure professionali: investire sugli infermieri porta a una sanità di serie A+ non certo a una sanità di serie B. Peccato che nel frattempo non sia stato adeguato anche lo stipendio, ma questa è un’altra questione che stiamo portando avanti in sede nazionale e provinciale.
Quanto guadagna un infermiere?
Fra i 1.700 e i 1.800 euro per un infermiere che fa i turni. Siamo sotto di 4-500 euro rispetto ai colleghi europei. E abbiamo anche una presenza di infermieri più bassa rispetto alla popolazione: 6,5 ogni 1000 abitanti, mentre la media europea è di 8,5. Invece abbiamo tanti medici (più della media europea) ora si tratta di invertire il rapporto fra medici e infermieri, aumentando i secondi.
Ci dobbiamo immaginare corsie d’ospedale piene di infermieri?
No, perché la vera sfida è assistere i cittadini fuori dall’ospedale. Non sarà possibile far fronte all’esplosione della terza età (nel paese che ha il record di longevità, anche se non in ottime condizioni) con i ricoveri ospedalieri: un paziente curato a domicilio costa un decimo rispetto a quello curato a casa. Siamo stati medico-centrici, abbiamo puntato tutto sull’ospedalizzazione e ora è giunto il momento di invertire l’approccio. Con le nuove professionalità gli infermieri sono pronti per intervenire sul territorio.
Quanti infermieri ci sono in Trentino? E qual è la loro età media?
Siamo anche noi piuttosto “anziani” come tutti i dipendenti

del pubblico impiego: l’età media è attorno ai cinquant’anni e al collegio di Trento risultano circa 4 mila iscritti.

Anche nel caso degli infermieri c’è un problema di carenza di personale?
No, non è un problema della nostra categoria.

Associazione Nazionale
Sindacato Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica

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