NURSING-UP Il Sindacato degli Infermieri Italiani


Vai ai contenuti

Menu principale:


Veneto

Comunicati > Edicola nazionale

Rischio ridimensionamento, timori per l'ospedale
La Tribuna di Treviso del 23/09/2008 ed. Nazionale p. 25

MONTEBELLUNA. Paventa timori per il futuro dell'ospedale di Montebelluna il Nursing Up, uno dei sindacati degli infermieri che operano nell'Usl 8. Carenza di personale, neurologia che deve ancora ripartire con i ricoveri sono per Guerrino Silvestrini, dirigente del Nursing Up, dei campanelli d'allarme. «Sono molto preoccupato come dirigente sindacale e come cittadino residente nell'area pedemontana che ha come punto di riferimento l'ospedale di Montebelluna per scelte che pare si vadano delineando in senso riduttivo per l'ospedale stesso e potrebbero risultare gravose per gli operatori e gli utenti - afferma Guerrino Silvestrini -. Il reparto di Neurologia non ha riaperto nonostante il periodo di chiusura estivo concordato sia trascorso. Riaprirà? La divisione di Pediatria è in deficit di personale, soprattutto medico. Chiuderà? Medicina adotta i minimi assitenziali del personale infermieristico per tutti i giorni della settimana e più volte siamo intervenuti per segnalare la situazione. Il settore delle piastre operatorie utilizza personale sociosanitario per attività proprie dell'area infermieristica. Per decidere di una indennità al personale del Pronto soccorso si sta discutendo da mesi al tavolo delle trattative». «Mi chiedo - conclude Guerrino Silvestrini - se la razionalizzazione tra gli ospedali di Montebelluna e Castelfranco non sia iniziata a sfavore di quest'ultimo e se così fosse se non sia dovuta chiarezza aicittadini rispetto ai servizi che continueranno ad essere garantiti». (e.f.)

Tbc, medici e infermieri rischiano il contagio
Corriere delle Alpi del 23/09/2008 ed. Nazionale p. 26

Arrivano i malati ma non c'è una stanza attrezzata, insorge il sindacato Nursing Up - Ricoverati due extracomunitari mandati da altri ospedali veneti Silvestrini: «Ora l'Usl che fa?» FELTRE. Torna settembre con il suo fardello di Kock. Al Santa Maria del Prato, nell'ultima settimana, sono stati accolti in regime di ricovero due pazienti di origine extracomunitaria affetti da tubercolosi, inviati da altri ospedali della Regione con i posti letto esauriti. Il reparto continua ad accogliere e curare i malati. Ma la stanza a pressione negativa per difendere il personale sanitario dal rischio di contagio non c'è. Così ora insorge il sindacato Nursing Up. Il sindacato degli infermieri, tramite Guerrino Silvestrini dirigente sindacale per Belluno, Treviso e Vicenza, chiede se la dirigenza dell'Usl di Feltre intenda mettere in atto le condizioni di sicurezza sia per i degenti che per il personale con zone filtro previste per legge. In caso contrario, dice il dirigente, non si accettino più casi di patologia tisiologica, a garanzia di operatori e degenti. Questa presa di posizione si attualizza oggi, ma era già stata formalizzata un mese fa quando alla dirigenza dell'Usl di Feltre era pervenuta una nota alla quale non si è dato riscontro. Ma il direttore generale Bortolo Simoni dice che la «tutela dei lavoratori è sistematicamente esercitata e che, paradossalmente, sono proprio gli operatori che lavorano a contatto con malati potenzialmente
infetti a proteggersi di più con i presidi messi a disposizione dell'azienda e con la profilassi del caso». Proprio ieri pomeriggio, inoltre, il presidente della conferenza dei sindaci Gianvittore Vaccari ha chiesto di incontrare i direttori generale e sanitario dell'Usl di Feltre, rispettivamente Bortolo Simoni e Domenico Scibetta, oltre al primario del reparto di peumologia, Franco Zambotto. «Come presidente della conferenza mi interessava fare il punto della situazione sulle malattie infettive, tipo tubercolosi, che sono documentate nel nostro territorio. Le risposte che ho avuto sono rassicuranti dal punto di vista del monitoraggio costante che viene fatto del fenomeno, ho capito insomma che la situazione è sotto controllo e che non deve destare preoccupazione fra i cittadini. Ho inoltre condiviso le scelte operative intraprese dall'azienda sanitaria anche a tutela del personale ospedaliero». A Feltre sono stati presi in carico e trattati con successo casi di tubercolosi complessa, come la multiresistenza agli antibiotici d'elezione, caratteristica per lo più delle popolazioni dell'Est Europa. Ma il riferimento provinciale è malattie infettive a Belluno. Con una differenza: a Belluno le stanze di degenza hanno un circuito autonomo per il ricambio dell'aria e non espongono il personale sanitario al rischio di contagio. A Feltre, la pressione negativa non c'è e la dirigenza non sembra intenzionata a investire su questo aspetto. E se i politici regionali, come Guido Trento e Dario Bond, hanno già avuto modo di esternare il loro dissenso su questa "non scelta" da parte dell'Usl, adesso interviene il sindacato degli infermieri italiani. Il Nursing Up già si è fatto sentire sull'argomento, con una nota trasmessa all'Usl 2 alla quale, ancora, non è seguita alcuna risposta. «Daremo una risposta serena al sindacato che chiede conto della tutela dei lavoratori», rassicura il direttore Usl, Bortolo Simoni. Gli fa da controcanto il sindaco Vaccari: «Se la sigla sindacale lo desidera, sono disponibile al confronto sul tema».

Il personale infermieristico è in grave carenza di organico
FONTE: Il Mattino di Padova del 31/07/2008 ed. Nazionale p. 16

A seguito delle dichiarazioni rilasciate da Cgil, Cisl e Uil ci domandiamo come mai in molte realtà del Veneto dopo gli accordi tra Regione e sindacato confederale, le risorse aggiuntive non siano state specificatamente destinate al personale infermieristico che garantendo circa il 70% delle prestazioni di tipo sanitario in ambito ospedaliero versa in una grave situazione di carenza soprattutto nel periodo estivo a causa delle ferie del personale stesso. Noi del Nursing Up, organizzazione sindacale firmataria del contratto nazionale e titolata a partecipare alla contrattazione decentrata nelle aziende padovane, manifestiamo la nostra preoccupazione per il mancato rispetto del piano ferie sottoscritto con le aziende e consideriamo insufficienti le risorse economiche destinate ai pacchetti extra orario. Nel Veneto Nursing Up con i suoi 3.000 iscritti è il primo sindacato di categoria (infermieri) per la maggiore rappresentatività "specifica" professionale. Pertanto se noi infermieri non verremo ascoltati inizieremo a lottare e a far sentire la nostra voce. La situazione è ormai insostenibile. L'ipotesi di piano ferie per i dipendenti, firmata dal sindacato Nursing up, partiva dal presupposto di avere l'assunzione di infermieri e nel contempo a disposizione un pacchetto ore finanziate extra-orario sufficiente per affrontare la situazione di carenza di dotazione organica. Ci troviamo invece di fronte ad un mancato rispetto del piano ferie da parte delle aziende, con il personale infermieristico che ha dato disponibilità del proprio tempo libero a lavorare lo stesso a partire già dal primo giugno per consentire le ferie ai colleghi, con la promessa di una retribuzione extra orario. Risultato: letti bis nei corridoi, difficoltà nella fruizioni delle ferie estive, attività assistenziali non commisurate alle reali risorse infermieristiche presenti, a cui si aggiungono inadeguati livelli assistenziali e rischi conseguenti per i pazienti.
Quali i rimedi? Forse è il caso che Regione, azienda e sindacato confederale inizino ad uscire dalla logica di elargire delle risorse economiche a pioggia, senza considerare le reali esigenze dell'utenza, che abbisogna di una assistenza infermieristica di qualità; occorre pertanto identificare le reali cause dell'emergenza infermieristica, analizzarle e trovare dei correttivi. Se è vero che sono le università a porre il primo blocco alla formazione degli infermieri, è pur vero che se si promuovesse una politica di benessere organizzativo molti più infermieri resterebbero nelle aziende padovane invece di migrare in aziende limitrofe o abbandonare la professione. Fa scalpore la notizia di questi giorni da cui emerge che ben 1.700 infermieri italiani siano emigrati in Inghilterra e altri 30 stiano per abbandonare l'azienda di Bologna per lo stesso paese. L'Inghilterra ha investito molto sul progetto sanità e ha dato il giusto riconoscimento professionale collocando gli infermieri in categorie ben specifiche a seconda dei titoli di studio universitari in possesso quali master e specializzazioni. 4.800 euro lordi di retribuzione mensili contro i nostri 1.100-1.300. Vi sembra poco? Patrizia Ferrato Mirella Scacchi (dirigenti sindacali interaziendali di Padova Nursing up)

Fondi residui, siglato accordo
FONTE: Corriere delle Alpi del 31/07/2008 ed. Nazionale p. 14

Più soldi agli infermieri al pronto soccorso e psichiatria - Nursing Up fa inserire una nota a verbale «Non si valorizzano le professionalità» Concordi Cgil, Cisl, Uil BELLUNO. Sottoscritto martedì, ma con una nota a verbale che chiede aumenti in base alle professionalità, l'accordo sulla ripartizione dei fondi contrattuali residui dell'Usl 1 di Belluno. L'accordo, concretizzatosi soprattutto dopo la diffida del Nursing Up che chiedeva la riunione del tavolo trattante, muto da molti mesi, porterà alla distribuzione di più di 600mila euro per progetti negli anni 2007-2008 e benefici economici a molti lavoratori dell'azienda ospedaliera. Di particolare rilievo il riconoscimento della continuità assistenziale (100.000 euro) prevalentemente al personale infermieristico. Un fondo che però non copre, secondo il Nursing Up, «tutta l'attività aggiuntiva pretesa durante l'anno dagli infermieri per far fronte alla carenza di personale. Abbiamo chiesto il riconoscimento di tutta l'attività aggiuntiva, anche ricorrendo eventualmente a fondi propri del bilancio aziendale, con quote differenziate», precisa Guerrino Silvestrini del Nursing up. Si è dato un riconoscimento, pari a 75 mila euro, (700 euro pro capite) distribuiti in maniera uguale, al personale del pronto soccorso e del dipartimento di salute mentale, per il reale disagio da iperattività dovuta sempre alla scarsità di personale soprattutto infermieristico, in questo periodo. L'accordo ribadisce anche «la necessità del reclutamento del personale necessario a copertura dei posti vacanti e alla verifica dello stato di carenza nelle altre unità operative dell'azienda con estensione anche agli infermieri e alle sale operatorie che particolarmente nel periodo estivo supporta liste operatorie aggiuntive», continua Silvestrini. Istituito anche il gettone di chiamata di 25 euro per le chiamate in servizio nel giorno di riposo per sostituzioni assenze per malattia improvvisa, e la maggiorazione per il lavoro notturno di 4 euro, e di quello festivo pari a 3,5 euro, aumento uguale per tutti. L'accordo estende il fondo integrazione (50.000 euro) per tutte le figure di supporto, Oss e Osss. Il Nursing Up ha sottoscritto l'accordo, pur con una nota a verbale che pone dei precisi "distinguo" rispetto la distribuzione a pioggia (tutti uguali) realizzata con questa intesa, per non privare i lavoratori di incentivi economici attesi da tempo, conscio di essere stato stimolo e motore di una macchina che aveva delle difficoltà a ripartire. «A noi si sono aggiunti stranamente anche gli altri sindacati, in contrapposizione a quanto dibattuto e approvato al tavolo. Nella nota si precisa che i sottoscrittori non concordano nella distribuzione di risorse che non tenga conto delle diverse professionalità presenti in azienda. «La specificità della professione infermieristica e la particolare situazione di carenza proprie della professione», conclude il Nursing Up, «vanno valorizzate anche sul piano economico». (p.d.a.)

«Infermieri sottodimensionati e sottopagati»
FONTE: Il Sole 24 Ore Sanita' del 31/07/2008 , articolo di Antonio De Palma N. 300 29 LUGLIO 4 AGOSTO 2008 p. 25
Emblematico il caso del Veneto Urgente la riforma dell'accordo

Sono almeno 700 i professionisti dell'infermieristica che annualmente si perdono in Veneto, se si considerano le perdite dovute a pensionamento e abbandono della professione e le nuove acquisizioni, i neolaureati in Veneto. Il dato è allarmante in generale, con punte attuali nel Padovano e nel Bellunese. Ormai sono dieci anni circa che il sindacato Nursing up solleva il problema sulla crisi dell'infermieristica italiana: quindi, il sindacato degli infermieri ritiene che occorra agire subito per una riforma contrattuale, che dopo quella della formazione che ha cambiato l'identità professionale dell'infermiere, dia al cambiamento un senso economico e del ruolo. Gli infermieri di oggi sono professionisti sanitari, di formazione universitaria, tenuti all'aggiornamento continuo Ecm (secondo modalità identiche a quelle previste per la professione medica), responsabili dell'assistenza generale infermieristica e di quella delle figure di supporto, dotati di autonomia gestionale e operativa entro i confini stabiliti dal codice deontologico. A livello dirigenziale si occupano di tematiche che riguardano il m a n a g e ment. Questo sono e fanno i professionisti sanitari infermieri oggi. Ma la carenza di personale, dovuta a una crisi decennale, compromette la qualità di lavoro e di vita, causa lo stress cronico cui gli infermieri sono sottoposti e impone loro di operare in una situazione di emergenza continua. La rigenerazione psico-fisica, la vita personale e familiare vengono danneggiate, ma anche la qualità dell'assistenza non può ovviamente essere quella che gli infermieri potrebbero garantire, quella che anche la più recente normativa auspicherebbe: un'assistenza personalizzata, garantita rispetto al risk management ed espletata da professionisti in formazione continua; purtroppo la carenza degli organici fa sì che la frequentazione ai corsi di aggiornamento avvenga quando possibile e spesso a scapito dei riposi compensativi propri e dei colleghi. Le misure per sanare questa situazione richiedono un'attenzione particolare da parte dei responsabili nazionali, regionali e aziendali della Sanità, in quanto occorre rivedere dei capisaldi, come l'accesso ai corsi universitari, le metodologie e modalità contrattuali e, a livello aziendale e delle unità operative, l'organizzazione del lavoro nell'équipe infermieristica. Sinteticamente occorre: .? incentivare la formazione universitaria, tenuto conto che i giovani sembrano allontanarsi dalle professioni che implicano la relazione d'aiuto e che richiedono sacrifici anche riguardo alla turistica. Occorre ampliare l'accesso ai corsi universitari, incrementare le borse di studio, oltreché ovviamente rendere attrattiva la professione dal punto di vista del ruolo e del compenso economico: non è infatti possibile che l'infermiere, professionista sanitario laureato, guadagni poche decine di euro in più delle figure di supporto dell'assistenza; .? adeguare gli stipendi a quello che è divenuto oggi l'infermiere in Italia, attraverso una revisione dei modelli contrattuali ormai obsoleti e immeritocratici, secondo cui si procede per livellamento dei salari e dove la maggiore formazione, responsabilità, autonomia tecnico-operativa non trovano il giusto compenso. Bisogna quindi approntare una metodologia contrattuale alternativa al comparto per gli operatori sanitari delle professioni infermieristiche, con la creazione dell'area separata contrattuale oppure da subito la previsione di percorsi contrattuali distinti sia per direttive che per fondi; .? incrementare la dotazione organica dell'équipe infermieristica (stabilizzazione dei precari) e approntare una migliore organizzazione del lavoro infermieristico (anche relativamente alle figure che coadiuvano l'infermiere) per assicurare il dovuto rispetto degli ambiti contrattuali e lasciare quindi all'infermiere il tempo per l'assistenza, per la formazione e per il recupero psico fisico dovuto. Teniamo a ribadire che gli infermieri sono risorsa strategica nell'équipe sanitaria, il cui operato incide sulla qualità e sicurezza delle cure e sul risultato delle aziende sanitarie: sono di fatto una risorsa professionale per il sistema Sanità. Di conseguenza, una Regione come il Veneto, che si è dotata di una Sanità di ecc e l l e n z a , può e deve avviare una modernizzazione del sistema contrattuale (per quanto di competenza regionale), per rispondere celermente alle legittime richieste della sua classe infermieristica. Antonio De Palma Presidente nazionale, Guerrino Silvestrini Consigliere regionale Veneto Sindacato Nursing-up

A seguito delle dichiarazioni rilasciate ...
Il Gazzettino del 27/07/2008 ed. PADOVA p. XVII

A seguito delle dichiarazioni rilasciate da Cgil, Cisl e Uil ci domandiamo come mai in molte realtà del Veneto dopo gli accordi tra Regione e sindacato confederale, le risorse aggiuntive non siano state specificatamente destinate al personale infermieristico che garantendo circa il 70\% delle prestazioni di tipo sanitario in ambito ospedaliero versa in una grave situazione di carenza soprattutto nel periodo estivo a causa delle ferie del personale stesso. Noi del Nursing Up, organizzazione sindacale firmataria del contratto nazionale e titolata a partecipare alla contrattazione decentrata nelle aziende padovane, manifestiamo la nostra preoccupazione per il mancato rispetto del piano ferie sottoscritto con le aziende e consideriamo insufficienti le risorse economiche destinate ai pacchetti extra orario. Nel Veneto Nursing Up con i suoi 3.000 iscritti è il primo sindacato di categoria (infermieri) per la maggiore rappresentatività "specifica" professionale. Pertanto se noi infermieri non verremo ascoltati inizieremo a lottare e a far sentire la nostra voce. La situazione è ormai insostenibile! L'ipotesi di piano ferie per i dipendenti, firmata dal sindacato nursing up, partiva dal presupposto di avere l'assunzione di infermieri e nel contempo a disposizione un pacchetto ore finanziate extra-orario sufficiente per affrontare la situazione di carenza di dotazione organica. Ci troviamo invece di fronte ad un mancato rispetto del piano ferie da parte delle aziende, con il personale infermieristico che ha dato disponibilità del proprio tempo libero a lavorare lo stesso a partire già dal primo giugno per consentire le ferie ai colleghi, con la promessa di una retribuzione extra orario. Risultato: letti bis nei corridoi, difficoltà nella fruizioni delle ferie estive, attività assistenziali non commisurate alle reali risorse infermieristiche presenti, a cui si aggiungono inadeguati livelli assistenziali e rischi conseguenti per i pazienti. Quali i rimedi? Forse è il caso che Regione, azienda e sindacato confederale inizino ad uscire dalla logica di elargire delle risorse economiche a pioggia, senza considerare le reali esigenze dell'utenza, che abbisogna di una assistenza infermieristica di qualità ;occorre pertanto identificare le reali cause dell'emergenza infermieristica, analizzarle e trovare dei correttivi. Se è vero che sono le università a porre il primo blocco alla formazione degli infermieri, è pur vero che se si promuovesse una politica di benessere organizzativo molti più infermieri resterebbero nelle aziende padovane invece di migrare in aziende limitrofe o abbandonare la professione. Mirella Scacchi, Patrizia Ferrato dirigenti sindacali interaziendali di Padova Nursing up.

Fonte: Dal sito uniontrust- attualità-informazione-cultura
“Estate a padova: emergenza infermieristica, piano ferie saltato, il punto di vista di nursing up"

24/07/2008 “

A seguito delle dichiarazioni rilasciate a Padova da C.g.l,Cisl e Uil ci domandiamo come mai in molte realtà del veneto dopo gli accordi tra Regione e sindacato confederale, le risorse aggiuntive non siano state specificatamente destinate al personale infermieristico che garantendo circa il 70%delle prestazioni di tipo sanitario in ambito ospedaliero versa in una grave situazione di carenza soprattutto nel periodo estivo a causa delle ferie del personale stesso. Noi del Nursing Up,organizzazione sindacale firmataria del contratto nazionale e titolata a partecipare alla contrattazione decentrata nelle aziende padovane, manifestiamo la nostra preoccupazione per il mancato rispetto del piano ferie sottoscritto con le aziende e consideriamo insufficienti le risorse economiche destinate ai pacchetti extra orario.Nel Veneto Nursing Up con i suoi 3.000 iscritti è il primo sindacato di categoria (infermieri)per la maggiore rappresentatività "specifica" professionale. Pertanto se noi infermieri non verremo ascoltati inizieremo a lottare e a far sentire la nostra voce. La situazione è ormai insostenibile!L'ipotesi di piano ferie per i dipendenti firmata dal sindacato Nursing Up, partiva dal presupposto di avere l'assunzione di infermieri e nel contempo a disposizione un pacchetto ore finanziate extra orario sufficiente per affrontare la situazione di carenza di dotazione organica.Ci troviamo invece difronte ad un mancato rispetto del piano ferie da parte delle aziende,con il personale infermieristico che ha dato disponibilità del proprio tempo libero a lavorare lo stesso a partire già dal primo giugno per consentire le ferie ai colleghi,con la promessa di una retribuzione extra orario.Risultao: letti bis nei corridoi,difficoltà di fruizione ferie estive,attività assistenziali non commisurate alle reali risorse infermieristiche presenti,a cui si aggiungono inadeguati livelli assistenziali e rischi conseguenti per i pazienti. Quali i rimedi? Forse è il caso che Regione,azienda e sindacato confederale inizino ad uscire dalla logica di elargire delle risorse economiche a pioggia,senza considerare le reali esigenze dell'utenza che abbisogna di una assistenza infermieristica di qualità.occorre pertanto identificare le reali cause dell'emergenza infermieristica, analizzarle e trovare dei correttivi.Se è vero che sono le Università a porre il primo blocco alla formazione degli infermieri,è pur vero che se si promuovesse una politica di benessere organizzativo molti più infermieri resterebbero nelle aziende padovane invece di migrare in aziende limitrofe o abbandonare la professione.Fa scalpore la notizia di questi giorni dalla quale si apprende che ben 1.700 infermieri lavorano in Inghilterra e altri 30 se ne stanno andando dall'azienda di Bologna. Maggior riconoscimento professionale ed economico:queste le ragioni dell'esodo. 4.800 euro lordi al mese di retribuzione contro i nostri 1.200-1.300 euro,titoli di master e specializzazioni ampiamente riconosciuti ed inquadrati.

Venezia "Non esiste solo l'Hospice pediatrico, gli infermieri mancano ovunque"
Fonte: Il Gazzettino del 17/07/2008 ed. NAZIONALE p. 11
Venezia

«Non esiste solo l'Hospice pediatrico, gli infermieri mancano ovunque». A ritornare sul doloroso tema della carenza degli infermieri è Guerino Silvestrini, responsabile veneto di Nursing Up, organizzazione che raccoglie tremila i nfermieri nel Veneto e che ha quale
caratteristica quella di essere contemporaneamente sindacato ed ente di promozione dell'aggiornamento e del perfezionamento del personale. «La situazione nel Veneto è drammatica - sottolinea Silvestrini - La condizione della struttura padovana per la quale è intervenuto e con pieno successo anche il governatore Giancarlo Galan, è solo la punta dell'iceberg, forse una delle situazioni più dolorose per il tipo di paziente che afferisce la struttura. Ma non è la sola, la sanità del Veneto è vasta e complessa. Penso ad esempio all'ospedale di Belluno, dove il Pronto soccorso e la Psichiatria stanno lavorando in sofferenza proprio per la mancanza di personale infermieristico, o la stessa Asl trevigiana. Ma sono solo esempi, anche il resto della sanità veneta patisce la mancanza di infermieri». E Silvestrini lancia un appello al governatore affinchè prenda in considerazione il momento particolare vissuto dalla categoria. «Di certo le modalità di formazione hanno contribuito a rallentare l'accesso alla professione - sottolinea - Il numero di coloro che si laurea è sempre inferiore alle esigenze. Ma di certo influisce anche uno stipendio che tenuto conto dell'impegno, del lavoro in domenica o in fascia notturna, non è certo elevato. Basta pensare che una notte di lavoro vale poco più di 20 euro. Ed è anche per questo che riteniamo utile creare un'area di contrattazione separata». Questo ultimo aspetto verrà proposto a livello centrale: «Se vogliamo uscire dalla crisi - continua il responsabile del sindacato - dobbiamo consentire alla categoria di avere un po' più di voce e di credito».

INFERMIERI PROFESSIONISTI O MARTIRI?
Fonte: Il Mattino di Padova 08.07.2008

Infermieri professionisti, con formazione universitaria, tenuti all'aggiornamento continuo responsabili della assistenza generale e dell'attività delle figure di supporto che subiscono: Turni massacranti, riposi negati, straordinario che diventa ordinario con palese violazione del contratti di lavoro compenso non adeguato alle prestazioni tecnico /operativo relazionale. Nursing up, Sindacato degli infermieri ormai presente ed affermato in tutto il territorio nazionale, che raccoglie il maggior consenso della categoria all'interno dell'azienda ospedaliera Padovana fa presente che le dotazioni organiche sono ridotte all'osso con situazioni spesso preoccupanti, in quanto ferme agli standard degli anni novanta a fronte delle necessità di una medicina tecnologicamente avanzata come è la realtà padovana, ciò condiziona negativamente la qualità delle prestazione che l'infermiere professionale deve e vorrebbe per il cittadino .ed influenza la qualità di vita e di lavoro degli infermieri stessi (pensiamo al burn-aut o allo stress cronico), che abbandonano la professione dopo neanche 5 anni (dati ocse 2 infermieri su 10 lasciano). Nursing up si batte per indirizzare i fondi verso le situazioni di emergenza presenti tra il personale che eroga l'assistenza diretta , basta distribuire a pioggia su tutti come è sempre stato fatto. Ci batteremo anche per interventi a livello regionale che indirizzino dei fondi specifici per gli infermieri e la loro formazione; e interventi a livello locale che riducano il malessere che sta vivendo questa professione. Nursing up propone una serie di interventi immediati per migliorare la qualità del lavoro, quali accelerare l'entrata in servizio degli infermieri vincitori del concorso , avviare subito procedure concorsuali per stabilizzare gli infermieri precari, favorire lo sblocco dei fondi per i compensi degli orari aggiuntivi , promuore benessere organizzativo con interventi sulla qualità di vita all'interno dell'azienda ospedaliera, dal parcheggio per i reperibili delle sale operatorie al pasto laddove per motivate esigenze di servizio si deve restare a garantire l'assistenza , alla riorganizzazione del lavoro per competenze specifiche della professione eliminando le attività inproprie. Gli infermieri sono parte integrante sulla mission dell'azienda sanitaria e solo se il recupero psico- fisico emozionale è rispettato l'assistenza infermieristica può essere di elevato livello e qualità.

«Precettazione attivata per un mese»
Corriere delle Alpi del 27/06/2008 ed. Nazionale p. 14
Zanella: «Se funziona, continuerà». Sindacati: «La carenza personale resta»

BELLUNO. Incontro chiarificatore quello dell'altro ieri tra il direttore medico dell'ospedale San Martino, Raffaele Zanella, e gli infermieri dell'unità operativa di cardiologia. Dopo le polemiche nate per un ordine di servizio che impone la pronta disponibilità nei week end del personale infermieristico per il trasporto dei pazienti cardiaci acuti in altri ospedali (per non gravare sul pronto soccorso, fino a due settimane fa deputato a questo servizio), mercoledì pare, almeno secondo il parere del direttore medico, sia tornata la bonaccia, se non proprio il sereno. «L'incontro è servito per migliorare la comunicazione interna, e per riconcordare quell'ordine che per quanto mi riguarda è già attivo da due settimane. Si tratta di un provvedimento che tende a garantire il paziente di cardiologia, una sorta di paracadute che tutela i pazienti e che non mette sotto pressione il personale del pronto soccorso. Come concordato nella riunione», prosegue Zanella, «l'iniziativa continuerà per un mese, al termine del quale ci ritroveremo per fare il punto della situazione e vedere se funziona o meno». E se per il direttore medico tutto è sistemato, per i sindacati non è proprio così. «Quello che noi contestiamo», dice Guerrino Silvestrini del Nursing up, «è il metodo utilizzato dalla direzione che non è passata prima per la volontarietà del servizio, ma lo ha imposto. Resta comunque il fatto che non si può pensare di risolvere il problema della carenza di personale del pronto soccorso delegando ad altri i suoi compiti. Qui servono risorse aggiuntive». E su questo fronte, dal 7 all'8 luglio si terranno le selezioni per nuovi infermieri. Settantanove quelli che hanno presentato la domanda. Intanto il 7 luglio i sindacati saranno chiamati al tavolo dell'Usl n. 1.

Ferie, fumata bianca per gli ospedali
FONTE: Il Gazzettino del 04/06/2008 ed. TREVISO p. IX USL 8 Dopo settimane di polemiche incrociate l'accordo era già stato raggiunto ma ieri c'è stata l'ufficializzazione

Montebelluna - Fumata bianca per gli ospedali. Alla fine, dopo settimane di polemiche incrociate, l'accordo fra la direzione dell'Usl 8 e tutte le rappresentanze sindacali (Cgil, Cisl e Uil, Nursing Up, Federazione sindacati indipendenti) con le prerogative relative ai firmatari del contratto nazionale è arrivato. Questo prevede l'assicurazione di tre settimane di ferie ai dipendenti, che un mese fa
erano parse a rischio, ma anche la conferma di tutti i servizi ai cittadini pure nel periodo estivo. Per far fronte alle assenze legate alle ferie, sarà assunto in via temporanea (almeno 4 mesi) personale infermieristico: sei infermieri professionali, sei operatori socio-sanitari e due ostetriche.Questo personale andrà ad aggiungersi alla dotazione ordinaria per fronteggiare le ferie e nel contempo l'azienda Usl 8 garantirà il normale turnover."L'azienda -precisa Guerrino Silvestrini, di "Nursing up", sindacato degli infermieri- oltre alle 14 assunzioni, ha anche confermato che acquisterà alcune prestazioni infermieristiche (per un totale di altri 14 infermieri)
da un'agenzia interinale con la garanzia di una adeguata una selezione. In più, dal personale infermieristico dipendente che voglia fare attività straordinaria saltando uno dei riposi settimanali su base volontaria per permettere ai colleghi di andare in ferie, saranno acquistate 2mila ore di prestazioni aggiuntive. Tale condizione consente di andare in ferie a tutti i dipendenti per 3 settimane e a chi rientra un introito adeguato allo status professionale". Il tutto in una situazione che non sarà comunque, almeno a Montebelluna, delle più agevoli: sotto il solleone partirà infatti anche l'abbattimento dell'avancorpo dell'ospedale, con conseguente ricostruzione. Laura Bon

«Infermieri, la situazione è critica»
fonte: Il Gazzettino del 01/06/2008 ed. VICENZA p. VIII

Il sindacalista: «Alla notte in otorino e medicina un solo para medico per l'intero reparto» Castelfranco/Montebelluna(L.Bon)

Guerrino Silvestrini, referente del sindacato degli infermieri "Nursing up", interviene sulla questione relativa al problema delle ferie estive del personale e in particolare degli infermieri. Al riguardo, in occasione di un tavolo tecnico cui tale rappresentanza era assente, sarebbe emerso l'orientamento di concedere al personale le tre settimane di ferie facendo fronte all'emergenza con assunzioni per il periodo estivo. Sulla questione, però, il sindacalista evidenzia che "la situazione è e rimane critica sul piano infermieristico al di là delle ferie estive. Difficoltà si riscontrano da troppo tempo in tante unità operative". E scende nel concreto evidenziando che "nei reparti di medicina e Orl a Montebelluna un solo infermiere durante la notte deve prendersi cura del reparto; nel settore operatorio le reperibilità non si contano; a Castelfranco ostetricia, ginecologia e maxillofacciale sono in sovraccarico". Poi risponde ai rappresentanti sindacali che hanno contestato l'assenza di alcune sigle (fra cui appunto "Nursing up") dal tavolo tecnico dell'altro giorno con la direzione, premessa al tavolo negoziale di martedì in cui dovrebbe essere siglato l'accordo. "L'usl predilige i tavoli tecnici? -replica Silvestrini- Ma servono solo per degli indirizzi. Il 3 giugno si firma l'accordo con la presenza di tutte le componenti sindacali e ci si confronta. Non è detto che le 28 assunzioni previste, ammesso che si trovino, bastino. Potrebbe essere necessario l'acquisto di prestazioni aggiuntive dagli infermieri in regime libero professionale (a Treviso sono state acquistate 8mila ore per il periodo estivo); i soldi non risolvono tutto ma ora si è costretti a lavorare per pochi spiccioli di straordinario (32 euro l'ora)...e nemmeno detassato". E poi: "l'invito al tavolo tecnico mi è arrivato via mail il 27 per il 28; gli infermieri come è noto lavorano a turno e quindi tralascio ogni commento"

Il sindacato Nunsing: «Pagati poco gli infermieri costretti a fare turni»
FONTE: Il Gazzettino del 01/06/2008 ed. TREVISO p. II (la.si.)

Il sindacato autonomo che tutela gli infermieri "Nunsing up" non ha firmato la modifica dell'accordo con l'Usl 9, in merito all'indennità dei turni, come invece hanno fatto le altre sigle sindacali. Lo dichiara in un comunicato il responsabile regionale Guerrino Silvestrini. "I miglioramenti - precisa il sindacalista - pur apprezzabili non sono sufficienti a far ritornare nelle tasche degli infermieri quanto dovuto a titolo del disagio patito a causa dei pesanti turni di lavoro". Il disagio coinvolge, secondo il Nursing up, non solo i lavoratori turnisti ma indirettamente anche le loro famiglie. L'indennità di turno dovrebbe quindi essere rivista "alla luce del decreto europeo del 2003 sull'orario di lavoro". Il Nursing up dichiara di non essere interessato a quelle che definisce "mezze misure", ma di voler tutelare "una categoria fondamentale per il buon funzionamento della sanità". I volantini che spiegano le posizioni del sindacato sono stati affissi negli ospedali di Treviso e Oderzo, negli ambulatori territoriali e nelle sedi distrettuali dell'Usl 9 per informare gli infermieri sulla mancata firma all'accordo. Positivo invece il giudizio sugli altri punti discussi con la dirigenza dell'Usl 9: piano ferie e permessi retribuiti.

"Ferie, disatteso il contratto" Silvestrini (Nursing up): "L'Usl non ci ha contattato"

Belluno. "Non capisco da dove venga agli altri sindacati tutto questo ottimismo sul piano ferie degli infermierI. Le cose non vanno bene per nulla, tanto che il personale scarseggia e alcuni reparti sono in affanno anche se manca un solo infermiere". E' incredulo Guerrino Silvestrini, segretario del sindacato degli infermieri Nursing-up, dopo aver letto Il piano estivo dell'Usl n. 1 (deciso senza convocare le parti, o perlomeno il nostro sindacato). La situazione per l'estate non è così rosea come si vuoi far credere tanto che si parla di due settimane di ferie per Il personale, quando invece per contratto ne spettano tre. Su questo punto, come Nursing-Up, abbiamo inoltrato una richiesta all'UsI n. 1 perchè vengano rispettate le regole. Si vuole raggirare l'ostacolo. Silvestrini, però non è soddisfatto per nulla e protesta perché ad oggi, a parte un incontro al momento dell'insediamento della nuova direzione strategica dell'azienda sanitaria, i sindacati non sono stati mai riuniti al tavolo negoziale. "Almeno per quanto mi riguarda io non sono stato convocato per cui questa scelta dell'Usl n. 1 è stata arbitraria, senza il confronto con le parti sociali. E Intanto, però, i reparti sono in sofferenza e se lo sono durante l'anno a maggior ragione lo sono anche durante Il periodo delle ferie. Bisogna intervenire", dice il segretario del Nursing Up, dando ragione al collega della Uil, Comacchio, "e assumere comunque del personale, altrimenti la situazione non potrà far altro che peggiorare". E nel frattempo il sindacato degli infermieri, "attende di essere convocato in via Feltre per ragionare sulla situazione". (p.d.a.)


"Gli infermieri non ci sono e i reparti non si toccano". Montebelluna - (L.Bon)
FONTE: Il Gazzettino.it 11.05.08 Edizione di Treviso

Al di là dei termini tecnici usati, è questo il contenuto del comunicato diffuso ieri dall'usl 8 dopo l'incontro sindacale volto ad affrontare la questione ferie. Un problema che si va complicando dato che da un lato i sindacati non accettano di ridurre le ferie da tre a due settimane (Gazzettino di martedì, ndr) come richiesto dalla direzione, dall'altro la direzione stessa non vuol saperne di interruzioni nella continuità assistenziale. "Nell'incontro con i sindacati dei dipendenti tenutosi oggi -dice l'Usl- la Direzione dell'Usl 8 ha preso atto della loro indisponibilità a ridurre a due il periodo di ferie continuato di tre settimane. L'Usl 8 aveva chiesto di non andare oltre le due settimane per il periodo straordinario che sta attraversando l'Azienda impegnata nell'avvio delle nuove strutture ospedaliere di Castelfranco Veneto e la costruzione del nuovo ospedale di Montebelluna. L'Usl 8 ha fatto presente ai sindacati che le graduatorie e pure le liste di mobilità non dispongono dei sei infermieri e dei sei oss necessari per il piano ferie proposto. Ha ribadito inoltre la sua volontà di dare continuità integrale al servizio e all'efficienza operativa e che le soluzioni si dovranno trovare". Resta da vedere quali potranno essere. "Il problema -dice Guerrino Silvestrini, del sindacato degli infermieri Nursing up -è che i reparti sono già in sofferenza e quindi se l'azienda dice che non li ha faccia accorpamenti e riduzioni di attività oppure batta cassa alla Regione. La situazione è di stanchezza diffusa e protratta nel tempo; non accetteremo nessuna formula che vada ad intaccare in qualsiasi modo il piano ferie".




ARCHIVIO

------------------------------------------------
ARCHIVIO | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 |
------------------------------------------------

Home Page | Sindacato | Associati | Comunicati | Formazione | Argomenti | Utility | Area Riservata | Mappa del sito


© Copyright 2008 – Tutti i diritti sono riservati | supportoinformatico@nursingup.it

Torna ai contenuti | Torna al menu